Congedo parentale a ore, la proposta del governo per rendere più semplice la maternità


La maternità è un lusso per molte donne, ma anche quelle mamme che hanno la fortuna di poterne usufruire spesso devono fare i conti con numerosi problemi: ci sono aziende che non concedono le ore di allattamento (anche se trattasi di diritto), che costringono le signore a rientrare subito o che, peggio, fanno firmare le dimissioni in bianco al momento dell’assunzione. Una recente indagine Istat ha verificato che il 27 percento delle mamme perde il lavoro con il lavoro con l’arrivo di un figlio. Arriva così una nuova proposta dal Governo Monti.

Si tratta di un congedo parentale part-time, anzi potremmo dire a ore. Sarà possibile quindi stare a casa con il proprio piccolo non solo conteggiando i mesi (settimane o giorni), ma le ore. Questo dovrebbe raddoppiare i giorni di congedo per stare con i figli e consentire più entrate a fine mese perché il congedo parentale viene retribuito al 30 per cento dello stipendio. Trattasi solo di una proposta e prima che possa trasformarsi in realtà non solo deve diventare legge, ma deve essere recepita anche dai contratti collettivi nazionali.

La bozza del decreto, infatti, cerca di interpretare quelle che sono le direttive europee che prevedono “la contrattazione collettiva di settore stabilisce le modalità di fruizione del congedo su base oraria, nonché i criteri di calcolo della base oraria e l'equiparazione di un determinato monte ore alla singola giornata lavorativa (art 17)”.

Il grande cambiamento di questa proposta sta proprio nel frazionamento a ore. Il resto della legge non dovrebbe cambiare e prevede che la maternità obbligatoria per la mamma sia di due mesi prima del parto e tre dopo la nascita. Si contano 6 mesi in tutto per i genitori, fino al compimento dell’ottavo anno. Il congedo è sempre stato frazionato in giorni e in settimane, che ovviamente devono essere concordate con il datore di lavoro. Molte mamme, per esempio, sfruttano l’estate o le malattie dei bimbi. Frazionarlo in ore, potrebbe voler dire lavorare la mattina e stare a casa il pomeriggio a seconda delle esigenze. Aumentano così i mesi, entrano più soldi e il distacco dal piccolo è meno traumatico.

Via| Corriere
Foto| publicdomainpictures.net

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