Il piede torto nel neonato: le cause e possibili terapie


Il piede torto è una malformazione comune delle ossa e delle articolazioni del neonato e colpisce soprattutto i maschietti. Può essere unilaterale o bilaterale (nel 65 percento dei casi) e i geni responsabili di questo problema si attivano tra la 12esima e la 20esima settimana di gravidanza. Nonostante l’altissima frequenza (il piede torto ricorre in un bambino su 30), la medicina ha fatto davvero numerosi passi avanti e i bimbi che nascono con questo problema, se curati in modo opportuno, non avranno alcun handicap durante la crescita.

Quali sono le cause? Non è una patologia trasmessa geneticamente, anche se ci deve essere una predisposizione. Almeno questo è quanto la scienza è riuscita a capire. Può dipendere da una carenza di acido folico in gravidanza, dall’ oligoidramnios, dal fumo o dall’assunzione di alcuni farmaci durante la gestazione. Potrebbe essere anche un problema vascolare o un’anomalia del sistema nervoso.

Il piede torto si manifesta quasi sempre da solo, ma può essere associato anche a diversi altri problemi, come la spina bifida, la paralisi cerebrale o altre malattie neurologiche congenite. Per fortuna, grazie a nuovi e sofisticati ecografi, oggi è possibile diagnosticare la malformazione già durante la gestazione. Come si cura? Il metodo più utilizzato si chiama “metodo Ponseti”.

Preve l’utilizzo di alcuni gessi correttivi progressivi preceduti da una manipolazione, associati a un intervento chirurgico di tenotomia del tendine di Achille. Successivamente il bambino dovrà portare un tutore di notte fino al compimento del primo anno di età. Non è una terapia molto invasiva e assicura la completa guarigione. Se, invece, la diagnosi è tardiva, ovviamente la cura diventa più complicata.

Via| OrtopediaInfantile
Foto| Flickr

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