L'Aipa e la mappa degli ospedali che non garantiscono l'epidurale

Bambino appena nato con parto in vasca

La contestata sperimentazione dell'ospedale fiorentino Careggi, che propone alle future mamme un'endovena di Remifentanil, farmaco che sfrutta i principi dell'oppio, ha richiamato nuovamente l'attenzione sulla questione del parto indolore. Su Bebeblog avevamo parlato, a tal proposito, dell'Aipa, Associazione italiana parto in analgesia e della petizione per ottenere il parto indolore gratuito in tutte le strutture ospedaliere italiane.

In questi giorni, la stessa associazione sta chiedendo la collaborazione delle donne per stilare un elenco delle strutture pubbliche e private che non garantiscono il parto in analgesia. Le segnalazioni sono già cominciate e le trovate sulla pagina Facebook dell'Aipa.

Si tratta di iniziative importanti per noi donne. Il punto non è, mai, ovviamente, stabilire quale sia la modalità migliore per partorire, ma dare alla donna la possibilità di scegliere la soluzione che trova più adatta a sé. Ci sono donne che preferiscono la sicurezza di un ospedale, altre la tranquillità di una casa, altre ancora scelgono il parto in acqua.

Insomma, vista la fatica che facciamo, il dolore e la solitudine con cui spesso affrontiamo questo momento così delicato e difficile meritiamo tutta l'attenzione, il riguardo e l'aiuto possibile. Altra nota dolente, a tal proposito, è il ruolo delle ostetriche in Italia, ma riparleremo anche di questo.

Foto | Flickr

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