Insegnare ai bambini la condivisione

sharingIn tempi di irriducibile individualismo come questi in cui viviamo, insegnare ai più piccoli la condivisione non è solo una buona scelta educativa, ma anche un’esigenza morale. È importante per la loro crescita la prima esperienza di gruppo all’asilo o già dai primissimi anni la condivisione tra fratelli, ma non è solo qualcosa che si acquisisce con l’esperienza: possiamo anche insegnargliela.

Il concetto di condivisione non diventa chiaro che intorno ai cinque anni ma anche i bambini più piccoli possono apprendere a rispettare gli spazi altrui. Una tecnica suggerita da alcuni pediatri è quella di delimitare i tempi del gioco, facendo capire al bambino che dopo un certo periodo di tempo tocca alla sorella o al fratello il giocattolo che ha monopolizzato fino a quel momento.

Se c’è qualche gioco particolare che il bambino non ama condividere con gli altri non forzatelo a farlo, ma fategli capire che se non vuole dividerlo allora non deve neanche tirarlo fuori quando è il momento di giocare tutti insieme, altrimenti inevitabilmente dovrà offrirlo agli altri come ogni altra cosa.

Tuttavia siamo i primi a dover offrire l’esempio da seguire. Se stiamo mangiando qualcosa (solo un esempio a caso su tutti) offriamone una parte al bambino: in questo modo più che in ogni altro imparerà a fare lo stesso con gli altri, imitando i genitori.

Nei pomeriggi di giochi scegliete un tema e invitate i bambini a giocare intorno a quello, costruendo con la fantasia scenari e situazioni insieme agli altri, anziché accapigliarsi per un giocattolo che vogliono tutti e che alla fine nessuno otterrà.

Coinvolgere i bambini nei programmi di beneficenza insegnerà altrettanto bene a condividere le proprie cose con gli altri, dai vecchi giocattoli ai vestiti che non gli entrano più: il senso di solidarietà è la forma più nobile di condivisione. Non vogliamo che i nostri figli crescano egoisti.

Sfruttate anche i momenti negativi come occasioni educative: se gli dite no per qualcosa e lui si arrabbia, fategli notare che allo stesso modo si sentono i suoi amici quando nega loro la condivisione dei propri giochi. Non è detto che funzioni a breve termine, ma crea un modello di comportamento che prima o poi torna utile.

Ma attenzione: l’educazione passa anche attraverso il riconoscimento di uno sforzo. Quando condivide applaudiamo il suo gesto dimostrandogli che ha fatto bene e che apprezziamo il suo comportamento. Un sorriso e un incoraggiamento funzionano sempre meglio di un rimprovero.

Foto | Flickr

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