Per aiutare i figli a dimagrire meglio non parlare del loro peso

come-far-dimagrire-i-bambini I genitori sono sempre disponibili ad aiutare i propri bambini anche se il più delle volte con i figli pre-adolescenti e adolescenti hanno qualche impegno in più. Questa è un'eta particolarmente delicata e magari per insoddisfazione, insicurezza, noia, i figli possono rivolgersi verso il cibo soprattutto quando sono davanti alla televisione o frequentano coetanei che segue un alimentazione poco salutare. Ma è giusto per un genitore sottilineare il difetto fisico o spingere continuamente sull'argomento peso? Secondo i ricercatori del Minnesota, che hanno condotto una ricerca su di un gruppo di genitori di adolescenti già alle prese con il problema, no.

Gli autori dello studio, pubblicato sul Journal of Nutrition Education and Behavior, affermano che per aiutare i figli a dimagrire è meglio non parlare del loro peso.

Spesso l'atteggiamento opposto produce nei bambini tristezza, rabbia o ulteriore insicurezza. E allora come comportarsi?
Secondo la Dottoressa Rita Tanas, pediatra endocrinologo, coordinatore del Gruppo di studio Obesità della Società italiana di endocrinologia e diabetologia pediatrica,

"Questa è una delle domande che i genitori ci pongono più spesso. Anzi, delusi da svariati tentativi di mettere a dieta i figli, i genitori ci portano i figli proprio con questa richiesta: 'glielo dica lei che è sovrappeso e deve fare la dieta, visto che non mi ascolta' ".

Secondo gli esperti, le soluzioni drastiche e le imposizioni sono controproducenti.

Il sovrappeso è un problema che hanno molti bimbi per cui l'unica cosa è affrontarlo insieme, in famiglia: dare il buon esempio ai piccoli scegliendo uno stile di vita sano e seguendo un alimentazione salutare. Importante è però evitare qualunque critica sul corpo e non cercare di assegnare le colpe a qualcuno. Invece di fare il classico "predicozzo" è bene spiegare cosa è bene per tutti -non solo per lui!- ma sempre con il sorriso sulle labbra.
Da dove partire? Risponde la Tanas:

"Il primo punto dal quale partire, come d’altronde affermano anche i genitori coinvolti nello studi, è l’attenzione all’ambiente domestico che deve essere reso più salutare, per esempio aumentando la disponibilità di alimenti e snack sani, come frutta e verdura; proponendo l’acqua al posto delle bibite; offrendo ai ragazzi alternative piacevoli alla sedentarietà".

Via | Corriere
Foto | Getty Images

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