Ammettere di avere paura è già di per se un grande traguardo, in un’ era dove la donna eroina sembra conquistare il mondo semplicemente affermare che siamo terrorizzate perchè il primo figlio è una novità in ogni sua parte e ogni gravidanza è soggettiva, è un modo come un altro per aiutare chi ci sta vicino a stringerci la mano più forte e apparire più umane.

Tutte le letture che ci hanno accompagnato durante la gravidanza ci appariranno inutili, perchè avvertire le contrazioni e riconoscerle come tali non è così semplice essendo le prime in assoluto, ci dicono che si romperanno le acque, forse, alcune non se ne accorgono altre no, e poi per tranquillizzarci ci dicono che sarà il dolore il segnale d’allarme. Il dolore, sappiamo tutto su epidurale, parto indolore, travaglio, eppure quel dolore ci porta al panico prima ancora che inizi, come se non bastasse ci pensa la televisione o i racconti della nonna a mostrarci travagli lunghissimi, dolorosi e difficili.

Come fare? Ogni parto è soggettivo così come il metodo per affrontarlo, se avete voglia di urlare o piangere, bene, vi è concesso, siete assolutamente autorizzate a fare tutte le domande che vi vengono in mente anche le più stupide e patetiche, soprattutto se le risposte aiutano a calmarvi, se avete frequentato un corso di preparazione al parto saprete qualche trucchetto in più altrimenti niente panico, sopravviverete comunque. Credo che l’importante sia fidarsi, medici, ostetrici, anestesisti sanno fare il loro lavoro e sapranno sicuramente accompagnarvi fino al momento più bello del parto, la nascita, quando dolore e paura spariranno in un baleno per far posto a un nuovo indescrivibile sentimento.

Foto | Pianetamamma

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