Bambini terribili e bambini tranquilli: cosa provano i genitori

Bambino sull'altalenaSiete lì con il vostro pargolo, che ovviamente appartiene alla categoria degli urlatori. Tutti pensano, solitamente, che non siete genitori di polso perché il vero genitore sa come insegnare le buone maniere al proprio piccolo. Fino ai due mesi, avete la scusa delle coliche. Successivamente, vi guardano come un disturbatore della quiete pubblica e vi inondano di catastrofiche previsioni: “Eh, però, se continua così”; “Sarà mica un iperattivo”?

Dall’altra parte, ecco il bambino sdraietta, con i suoi pacifici genitori. Tutti li adorano e tutti adorano lui. Sorride sempre, si fa prendere in braccio, non è diffidente, dorme spesso e mangia tutto quello che gli danno.

Permette alla felice coppia di prendere il caffè con calma (voi di solito entrate nel bar, ingollate la bevanda bollente, pagate e rischizzate fuori in dieci secondi), di comprarsi vestiti (esprime tanti gh di soddisfazione ad ogni prova d’abito), lascia loro il tempo di guardare un film e persino le ore che ci vogliono per pagare un bollettino postale.

Siete lì, stravolti e pallidi, cercate di pensare che sì, forse vostro figlio non sarà il più tranquillo del mondo, ma è perché è più intelligente della media, troppo curioso per starsene fermo e da grande, poi, quante soddisfazioni, probabilmente il premio nobel. Siete anche convinti, però, che i genitori della sdraietta non abbiano bisogno di pensare a niente, immersi come sono nella beatitudine e nella pace. Questa consapevolezza vi atterra definitivamente.

Ma non è vero che i genitori felici non pensano. La mia amica Angela, sia benedetta, aveva un figlio sdraietta e mi disse, felice quel giorno: “Sai, quando vedo bambine come la tua, mi chiedo se non ho messo al mondo una scamorza”.

Foto | Flickr

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