L'amniocentesi ha rischi di aborto? Quando e perchè farla

Amniocentesi quando farla

In gravidanza sono molti gli esami di controllo da fare ogni mese. Tra questi c'è la tanto temuta amniocentesi, un test che si effettua generalmente nel secondo trimestre di gravidanza. Questa procedura medica serva per prelevare il liquido amniotico presente nell'utero.

Un metodo comune per realizzare una cosidetta diagnosi prenatale, completa e solitamente sicura, in modo da poter rilevare eventuali patologie di origine genetica nel bambino già quando è nella pancia della mamma. Tra le anomalie cromosomiche rilevabili tramite questo esame, ci sono la Sindrome di Down e la fibrosi cistica. Ma in che casi bisogna fare l'amniocentesi in dolce attesa?

Le donne a cui è consigliato di realizzare un esame di amniocentesi sono nella norma generale le future mamme sopra i 35 anni, le donne incinte che hanno riscontrato un aumentato spessore della translucenza nucale e poi ancora per la presenza di difetti fetali strutturali maggiori individuati con l'ecografia, precedente figlio affetto da anomalia cromosomica, uno dei due genitori portatori di alterazioni cromosomiche. Altri casi in cui bisogna sottoporsi ad amniocentesi sono per malattie infettive come il citomegalovirus e infiammazioni in utero per cui la gravidanza può essere considerata a rischio.

L'amniocentesi ha rischi di aborto? Le probabilità di aborto sono al giorno d'oggi bassissime, secondo le stime attuali non superano lo 0,1 per cento. Più l'amniocentesi viene eseguita a gravidanza inoltrata, più le statistiche di rischio di aborto si riducono.

Via | Wikipedia

Foto | Getty Images

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