I nostri figli stanno crescendo e manifestano paure che prima non avevano: paura del buio (riempiamo la casa di lucine, senza difficoltà), paura di perdere i genitori, paura di farsi male (e giù cerotti per coprire ogni macchia di sangue), paura del cambiamento, persino paura dei discorsi degli adulti o di certe immagini che la televisione trasmette (come dar loro torto?).

Cosa fare? Intanto vi dico subito cosa non fare, mai: ridicolizzarli o permettere a qualcuno di prenderli in giro per queste paure. I bambini non sono in grado di cogliere l’ironia, i doppi sensi, i giochi di parole. Non sono affatto in grado di interpretarli. Minimizzare le loro paure o addirittura renderle oggetto di ironia porta i bambini a nasconderle. Le paure inespresse tendono poi ad ingigantirsi, a far nascere nel bambino immagini distorte della realtà.

E’ importantissimo invece lasciare che ci parlino delle loro paure, accoglierle come una normale emozione e contemporaneamente rassicurare i nostri piccoli che andrà tutto bene. Ad esempio, se temono di perderci, allora dobbiamo tranquillizzarli, dicendo che staremo sempre con loro. Se insistono, magari spaventati da discorsi altrui, possiamo dire che non sono soli, che ci saranno sempre persone che vorranno loro bene e si prenderanno cura di loro (nominando un nonno, una zia preferita, un’amica a cui sono legati).

Pare che nella fase prescolare i bambini abbiano anche molta paura di ciò che si rompe, come i puzzle, ad esempio. Perciò non forzateli a fare giochi verso cui mostrano una forte resistenza. Date loro il tempo di abituarsi, di scoprire che anche se hanno paura di ferirsi, le ferite poi passano e così via.

Il linguaggio degli adulti è molto importante in questa fase: non date loro risposte da interpretare. Ad esempio se il bambino vi chiede come stai non rispondete: sto per morire, pensando che possa cogliere la vostra ironia. Lo disorientate inutilmente. Anche la televisione fa la sua parte: telegiornali, programmi non adatti a lui con immagini dure (bambini che muoiono di fame o vittime di guerre) lo convinceranno che il mondo non è il posto migliore in cui vivere, lo renderanno timoroso.

Lo so, vi state chiedendo: ma tutte queste attenzioni non minano lo sviluppo della sua autonomia e fiducia in se stesso? No, ottengono invece proprio l’effetto che noi vogliamo. Il bambino si sente libero di crescere, sperimentare, scoprire la propria forza individuale. Quando sarà emotivamente pronto, allora potrà affrontare anche le brutte notizie del telegiornale, perché non le subirà e non penserà che tutto il mondo è così. Si farà forte delle vostre rassicurazioni per lanciarsi nell’avventura della sua crescita.

Via | Penelope Leach
Foto | Flickr

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