Scuola materna: asili steineriani e montessoriani

L'asilo montessoriano o quello steineriano cambieranno la vita di mia figlia? Pur avendo fatto a suo tempo un esame di pedagogia, non mi ero davvero resa conto di quanto fosse diversificata l'offerta formativa già a partire dalla scuola materna e in alcuni casi sin dal nido. Dico subito che ho escluso per mia figlia le scuole steineriane e montessoriane per una questione economica: non ce le possiamo permettere. Di conseguenza non ho particolarmente approfondito la loro offerta, finché non mi sono imbattuta in mamme che avevano fatto consapevolmente questa scelta.

Chi sceglie una scuola steineriana sceglie una scuola che implica un forte e costante contatto con i genitori, chiamati a collaborare a varie attività. Fedeli al pensiero di Rudolf Steiner, che diceva "Il nostro obiettivo: elaborare una pedagogia che insegni ad apprendere, ad apprendere per tutta la vita dalla vita stessa", gli educatori puntano allo sviluppo della personalità del bambino, lasciato libero di apprendere il più possibile, ma contemporaneamente protetto dalla iper stimolazione del mondo esterno. Ad esempio la musica entra nella vita del bambino sotto forma di canto e non di cd musicali. Gli vengono inoltre presentate le attività quotidiane della vita familiare, quelle che una volta era più normale vedere ed imitare in un normale processo di crescita. I giochi, infine, sono di legno o di pezza e l'alimentazione basata solo su prodotti biologici.

Maria Montessori non amava il concetto di scuola. Come tutti gli innovatori, compreso Steiner, si rendeva conto che imporre l'apprendimento è un meccanismo controproducente. Un ambiente a misura di bambino, invece, stimola i nostri pargoli ad autoapprendere e autocorreggersi. La grandezza della Montessori sta nell'aver capito che i bambini sono appunto bambini e non piccoli adulti e che gli ambienti devono essere a misura loro e non del maestro. Anche nelle scuole montessoriane sono favorite le attività più semplici, come il travasare liquidi e solidi da un recipiente all'altro ed attività che quotidianamente i pargoli possono osservare in famiglia. Una particolare attenzione la Montessori la riservava al silenzio e alla lentezza come condizioni imprescindibili per favorire il senso di sicurezza del bambino.

Ho potuto qui citare solo alcuni tratti che contraddistinguono queste scuole materne. Mi sembra giusto non iper stimolare il bambino, creargli un ambiente tranquillo, dargli la possibilità di esprimersi e di giocare con gli oggetti di uso quotidiano e familiare, di ascoltare il canto, di ascoltare le favole. Quello che mi preoccupa è che questi atteggiamenti sembrano essere prerogative delle scuole materne. Dobbiamo mandare davvero i nostri figli in scuole con orientamenti simili perché possano apprezzare tutto questo? In casa, che spazio lasciamo loro?

Infine, un accenno ai commenti negativi che ho sentito sull'intero ciclo scolastico steineriano: pare che lasciando liberi i bambini di apprendere e ritardando di un anno l'apprendimento della lettura e della scrittura, questi si trovino un po' in difficoltà quando successivamente entrano nel mondo reale. In pratica dovrebbe esserci un momento in cui la protezione del bambino dal mondo esterno cessi, per lasciare il posto alla capacità del piccolo di relazionarsi a questo benedetto mondo che, sbagliato o meno, è il suo mondo. In rete ci sono tracce di questo dibattito, ma sarei più felice di sentire cosa ne pensate e soprattutto se avete sperimentato uno dei due metodi.

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