Antagonismo e competizione fanno bene alla crescita del bambino

Quando arrivano agli anni dell’adolescenza i ragazzi hanno già imparato e sfruttano il meccanismo dell’antagonismo anche se non sempre pienamente consapevoli: ma ne conoscono gli esiti. Da bambini invece l’antagonismo e la competizione è ad un livello certo acerbo ma altrettanto presente e niente affatto negativo perché li aiuta a crescere, a sviluppare una coscienza

di fritha

Quando arrivano agli anni dell’adolescenza i ragazzi hanno già imparato e sfruttano il meccanismo dell’antagonismo anche se non sempre pienamente consapevoli: ma ne conoscono gli esiti. Da bambini invece l’antagonismo e la competizione è ad un livello certo acerbo ma altrettanto presente e niente affatto negativo perché li aiuta a crescere, a sviluppare una coscienza critica dei propri limiti, del rispetto altrui, dei confini etici e morali.

Agisce a volte come ammirazione e altre come invidia o gelosia, ma in tutti i casi se gestita dai genitori in maniera sana anche una relazione conflittuale con gli altri bambini fa parte del processo di maturazione dei più piccoli. L’antipatia dei nostri bambini verso altri bambini, insomma, non è più un sentimento da condannare con atteggiamenti buonisti secondo cui tutti devono volersi bene e giocare insieme.

La tentazione di immischiarsi è forte, perché sono piccoli e i litigi diventano all’ordine del giorno, ma imparare a starne fuori monitorando dall’esterno e intervenendo solo per spiegare quali comportamenti sono giusti e quali no sarà la miglior guida che possiamo offrire ai nostri figli.

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