Capiamo di non essere mamme ventenni non solo quando la schiena ce lo ricorda ad ogni piegamento, quando anche solo una nottata persa ci ammazza come se fossero trenta, quando il fondotinta comincia a fermarsi tra le rughe e nostro marito si gira impercettibilmente al passaggio di una venticinquenne.

Ci sono anche i nostri figli a ricordarcelo. La mia in particolare. Provate ad immaginare: una soleggiata mattina al parco, la primavera rigogliosa, l’erba verde, i fiori, i soffioni. “Mamma, raccogli l’erba con me?“. Al primo ‘crack’ della schiena dico: un momento amore, non riesco a piegarmi.

Ma lei insiste: “Mamma, dai“. Allora stoicamente piego le mie ginocchia con un principio di artrosi e comincio a raccogliere fili di erba. Lei mi osserva e poi si allontana borbottando: “Eeeeh, la mia mamma vecchia“. Se mi vede così a quattro anni, cosa penserà di me a quindici?

Foto | Flickr

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