Sciroppi per la tosse: quando servono quando no.

Pupazzo con bottiglia di sciroppoGli sciroppi per la tosse servono davvero? Sempre più pediatri in realtà ne scongliano l'uso. Alcuni sono addirittura sotto esame per via dei loro pericolosi principi attivi. Procediamo però con ordine.

Gli sciroppi si dividono in due grosse categorie: fluidificanti (aiutano a sciogliere le secrezioni) e sedativi (bloccano la tosse). La tosse, però, non è una malattia ma una reazione del nostro organismo, che cerca, tramite secrezioni e tosse, appunto, di espellere i "corpi estranei".

Sotto i due anni di età gli sciroppi possono causare sia gravi problemi respiratori sia tutta una serie di fastidi intestinali. Per questo, solitamente, si preferisce usare lo stesso principio attivo tramite areosol.

Tuttavia, sopra i due anni di età, dicono le ricerche scientifiche, non c'è alcuna prova che gli sciroppi funzionino davvero. Paradossalmente, studi condotti in laboratorio hanno dimostrato che un cucchiaino di miele ha maggior efficacia sedativa degli sciroppi.

A volte l'areosol funziona perché aiuta a mantenere un certo livello di umidità nelle vie respiratorie. La soluzione più semplice, però, è far bere molto il bambino. Molta acqua aiuta la fluidificazione del muco e riduce la tosse.

In ogni caso, ricordiamolo, mai cedere alla tentazione dell'autoprescrizione. Spesso pensiamo che gli sciroppi siano innocui e che dunque può bastare il consiglio di un parente o di un'amica e andarlo a comprare senza passare dal medico.

Rivolgetevi sempre al vostro pediatra. Anche se magari è un tipo poco socievole, costringetelo a spendere due parole in più e a rispondere a tutte le vostre domande. Magari passeremo una notte in bianco in più, per via della tosse del piccolo, ma saremo tranquilli perché non gli avremo dato niente che possa nuocergli.

Foto | Flickr

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