Quello che le mamme non dicono: l'intervista.

Disegno dal blog

Quello che le mamme non dicono, scritto da Chiara Cecilia Santamaria, è un divertentissimo libro sulla maternità che sta riscuotendo di settimana in settimana un meritato successo. Ne avevo già parlato su Bebeblog e su Pinkblog e ora finalmente ne ho intervistato l'autrice.

Se volete farvi un'idea della sua popolarità potete dare un'occhiata a Facebook dove sta spopolando con le sue pagine dedicate al libro e al blog da cui tutto ha avuto inizio. Intanto vi riporto qui un assaggio dell'intervista e vi rimando, se volete leggerla per intero, su Pink dove la troverete divisa in una prima ed una seconda parte. Scoprirete una persona ed una mamma moderna e divertente.

Sicuramente molte ragazze si staranno chiedendo se hai fatto pace col parrucchiere, se sei riuscita a rimettere in sesto i tuoi capelli e il tuo guardaroba. Non dimentichiamo poi le peep toe: riesci a inseguire tua figlia con i trampoli?

Ahaha, che domanda esistenziale! Sono sicuramente più presentabile che nei primi mesi dopo il parto, quando la ricrescita minacciava di prendere vita e uccidermi nottetempo. Non è che ho proprio rifatto pace con tutte, ma proprio tutte le scarpe. Alcune ancora non mi riconoscono e mi chiedono dov’è finita quella di prima che usciva sempre e chi è quella persona molto bassa che gira per casa.

Come è cambiato il rapporto con il tuo compagno? Avete dovuto affrontare degli scossoni dopo la nascita del bambino?

Scossoni? Chiamiamolo tsunami! Quell’esserino così piccolo nella vita di coppia acquista dimensioni pachidermiche. Fortunatamente sapendo che sarebbe stata dura ci siamo dati delle tacite regole, che - con l’aiuto delle nonne che tengono la Porpi - includono spesso e volentieri momenti solo per noi due.

Credi che la scrittura della propria storia sia importante per una mamma, a prescindere da una possibile pubblicazione? E condividerla con le altre mamme aiuta?

Scrivere per me è stato catartico, mettendole nero su bianco ho capito meglio alcune cose che sul momento non ero riuscita a metabolizzare e grazie al blog sono entrata in contatto con altre donne alle prese con gli stessi problemi. Mi ha aiutata a sentirmi meno sola perché a 27 anni nessuna delle mie amiche era già mamma, o incinta, quindi certi discorsi non riuscivano a comprenderli fino in fondo. Secondo me anche tenere un semplice diario aiuta molto a capire certi stati d’animo, ma quello che è più importante è parlarne, soprattutto nei momenti di difficoltà, e chiedere aiuto quando necessario. Non c’è davvero niente di male!

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