Rubrica Parenting Blogs: Nonsolomamma - Elastigirl


Elastigirl è un nome assolutamente appropriato per una mamma/moglie/lavoratrice dei nostri giorni. Le abbiamo posto alcune domande cruciali sul ruolo della donna e mamma e lei ha gentilmente acconsentito, dopotutto quando una è materna, è biologicamente programmata ad avere una sorta di disponibilità tout-court, ne sappiamo qualcosa! Mi sembra un ottimo inizio per questa nuova rubrica su Bebeblog dedicata ai blog di parenting e ai loro autori. Elasti per me è un mito, ho letto con gusto il suo elasti-libro Non solo mamma, e pur se avevo smesso di leggere il DRepubblica dopo la fine della bella rubrica InveceConcita di di Concita De Gregorio, ho prontamente ripreso a leggerlo proprio grazie a questa supermamma, i cui racconti sono pieni di spunti per aiutarci a guardare con un sorriso anche le situazioni più faticose; ogni sabato mi diletto con le sue imperdibili avventure, un'oasi di ironia e buon senso, un'occasione per guardarsi dentro.

Elasti fa la giornalista e ha tre figli, il suo blog Non Solo Mamma, molte di voi lo conosceranno già, è famoso per gli aneddoti esilaranti, i racconti di viaggi rocamboleschi e le simpatiche conversazioni in bambinese; ma se volete un'idea del suo indice di apprezzamento, basta fare un giro tra i commenti ai suoi post. Vediamo cosa ci ha risposto:

1. Essere mamma nel 2010: come vedi il rapporto tra le mamme e internet?
Internet è un ottimo canale per le mamme che spesso sono sole e non hanno più quel welfare familiare che insegnava il mestiere di genitori di madre in figlia. Inoltre la vita frenetica che molte di noi conducono riduce la possibilità di una socialità intensa e di scambi frequenti e de visu con le amiche. Internet consente tempi e modalità individuali ed è una fonte inesauribile di informazioni, storie, socialità e condivisione.

2. Dove trovi il tempo per essere mamma, lavoratrice e anche blogger?
Dove trovo il tempo? Ti dico solo che da quando ho il blog la sera non accendo la televisione, non vedo un film, non vado al cinema. Certo, avere un marito part time che sta a Londra in un certo senso aiuta. Il mio tempo serale è solo mio e lo dedico al blog.

3. Qual'è l'aneddoto più strano/divertente che ti è capitato con il tuo pubblico?
Quello che più mi colpisce nell'interazione con i lettori è la partecipazione affettuosa e numerosa. Un'estate avevo scritto che avrei voluto portare i bambini in un posto fresco, con
tanta natura e che avrei voluto dei consigli per scegliere la meta migliore. Avevo anche detto, mi pare, che avrei scelto il luogo più consigliato dai lettori. Sono arrivate centinaia di consigli e alla fine ho fatto come promesso: ho scelto la destinazione più votata: l'Alto Adige.
Invece, appena nato il mio terzo bimbo, passavo il mio tempo ad allattare e avevo pertanto parecchie ore al giorno per eggere. Chiesi anche in questo caso consigli su libri imperdibili. Mi arrivarono più di 500 commenti e suggerimenti per migliaia di libri che nemmeno allattando sei bambini riuscirei a leggerli tutti!

4. Quali sono i tre blog migliori in Italia e perchè?
Non so rispondere purtroppo. Non ho molto tempo per leggere altri blog.

5. Cosa significa essere buoni genitori? O meglio: quando un uomo è un buon papà e quando una donna è una buona mamma?
Io credo che sono buoni quei genitori che, non solo amano i propri figli, ma si divertono con loro. Si divertono a giocare, a chicchierare, a passeggiare e anche a educare. E poi credo che una delle cose fondamentali per una buona mamma e per un buon papà sia avere il coraggio di prendersi le proprie responsabilità, sempre. E a volte in questo i papà latitano.

6. Secondo te, alla luce delle ultime tendenze sociali, esiste la figura del mammo?
In Italia mi sembra prematuro. Certo, esistono papà assolutamente interscambiabili con la mamma. Esistono anche bambini che quando si fanno male chiamano "papà" e non "mamma" e questo è certamente un bel segnale per la parità. Tuttavia uomini che si sostituiscono in toto alla figura materna tradizionale nell'accudimento dei figli, volontariamente, io non ne ho visti ancora.

7. Quali sono i consigli fondamentali che ti senti di proporre a una neomamma?
Le direi di condividere tutto, di parlare delle proprie paure, del proprio senso di inadeguatezza, dei propri rimpianti e dei pentimenti. Per scoprire che ci siamo passate tutte, che non esiste la mamma perfetta e che la maternità è certamente una esperienza meravigliosa ma anche estremamente difficile e faticosa. Inoltre le direi di imparare da subito a
delegare, in primis al papà. Una mamma riposata e serena è una mamma migliore, anche se si prende i suoi spazi di libertà.

8. Parliamo di tempo di qualità: quanto dovrebbe essere nel quotidiano? E tu in che modo lo vivi?
Non credo ci siano ricette universali. Io, che ora sono in maternità per il bambino numero tre e per la prima volta mi sono concessa un congedo lungo, devo dire che mi accorgo della enorme differenza della qualità del mio tempo con i bambini, adesso che non ho vincoli, che non sono di corsa e che mi dedico a loro di più, anche quantitavamente. Però lavorare è necessario, oltre che spesso gratificante, pertanto ritengo che sia importante trsmettere ai bambini il piacere di stare insieme, anche quando non si riesce per motivi di forza maggiore e poi ritagliarsi momenti da dedicare loro nel weekend e nelle vacanze, con dedizione e passione.

9. Che cosa ti aspetti da un figlio?
La sua felicità.

10. Quali sono gli stereotipi più comuni sulla maternità? E che cosa ci si aspetta, secondo te, da una mamma oggi?
Lo stereotipo più comune è la visione della maternità come di una esperienza meravigliosa e angelicata e conciliabile facilmente con la propria vita "di prima". Il che crea un senso di inadeguatezza enorme e pericolosissimo per una mamma. Oggi ci si aspetta che una donna sia professionalmente realizzata, oltre che una mamma amorevole e presente.
E questa spesso è un'impresa impossibile che crea disagi e sensi di colpa enormi e ingiusti.

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