#8marzodellebambine, Francesco Totti aderisce alla campagna Unicef "Bambine non spose"

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Francesco Totti, Ambasciatore dell'UNICEF Italia, papà amorevole, è molto attento ai bisogni dei bambini, e spesso si lancia in iniziative di solidarietà. E' giusto che i personaggi dello spettacolo si muovano in questi senso perchè chi è noto e benvoluto puo' dare il buon esempio, e sperare che i fan che li seguono con passione, possano fare lo stesso o sostenere la medesima causa. Oggi in occasione della Festa della donna, c'è una grande attenzione nei confronti delle bambine, le donne del futuro, non sempre trattate come cucciole, coccolate e amate, seguite nei momenti della crescita con i genitori accanto, cose che spetterebbe loro di diritto. Al contrario, sono vittime di violenze, sfruttamento e abusi.

In particolare, proprio oggi parte la campagna Unicef "Bambine non spose" per combattere i "matrimoni precoci", e per l'occasione il presidente dell'Unicef Italia Giacomo Guerrera si è espresso così:


"Per sottolineare il dramma dell'infanzia negata di milioni di bambine, abbiamo deciso di promuovere l'iniziativa 'bambine, NON SPOSE- l'8 marzo delle bambine'. Il matrimonio precoce è una violazione dei diritti umani fondamentali e influenza tutti gli aspetti della vita di una ragazza: nega la sua infanzia, compromette l'istruzione limitando le sue potenzialità, mette in pericolo la sua salute e aumenta il rischio di essere vittima di violenze e abusi".



Le 'nozze precoci' o le unioni non ufficiali con minorenni coinvolgono molte ragazzine sotto i 18 anni di età nei Paesi in via di sviluppo -esclusa la Cina- a cui vengono tolti i diritti fondamentali che gli precludono al possibilità di continuare a studiare come tutte le coetanee che vivono in situazioni di normalità, per cui rischiano problematiche durante la gravidanza, pericolosa sia per la neo-mamma che per il bambino in arrivo.

Il bimbo che nasce da una madre minorenne ha il 60 per cento delle probabilità in più di morire in età neonatale, rispetto a un bambino che nasce da una donna di età superiore a 19 anni. E se il bambino sopravvive, ha molte più probabilità di soffrire denutrizione e ritardi cognitivi o fisici.

Non resta che fare i migliori auguri a tutte le bambine del mondo, che possano presto riprendersi la propria libertà.

Via | Unicef Italia @facebook - Mondoallarovescia

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