Osservare il proprio bambino e guardarlo negli occhi: un'ottima partenza per un rapporto costruttivo. Prima parte.

Occhi di un bambino

Quanto tempo passiamo ad osservare il nostro bambino? So cosa state per rispondere: non ho abbastanza tempo oppure sto sempre con lui che differenza c'è?. Quando è nata mia figlia mi sentivo molto insicura ed ho cominciato a leggere manuali del tipo il bambino da zero a sei anni. Sono rimasta colpita nel leggere, tra i consigli di questi pedagogisti, che è importante guardare, osservare il nostro piccolo.

Sin dai primi mesi di vita, è importantissimo notare come si relaziona al mondo esterno, come affronta le sfide, come reagisce al dolore o alla tristezza. Se facciamo molta attenzione a questi aspetti del suo carattere arriveremo al punto da saper prevedere come si comporterà in certe situazioni.

A che serve tutto ciò? A modellare l'educazione che gli impartiremo sul suo carattere. Ad esempio, se il bambino ha paura delle novità sappiamo già che dovremo proporgli una nuova amicizia o l'asilo o il corso di nuoto con molta calma e pazienza, incoraggiandolo. Se invece è il tipo che si lancia in ogni esperienza senza problemi sapremo che dovremo insegnargli la prudenza e così via.

Perciò, se da un lato è vero che è molto importante la qualità del tempo speso con i nostri figli, è altrettanto vero che in alcuni periodi della loro vita questo tempo deve essere consistente. Certo, è faticoso, è impegnativo, ma il bello di questo lavoro è che negli anni ne vedremo i risultati, magari quando meno ce lo aspettiamo. A domani per continuare insieme questa riflessione.

Foto | Flickr

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