Dite mai bravo ai vostri figli? Io sì perché sono sempre stata convinta che questo comportamento accresca l’autostima dei piccoli e li renda felici dell’attenzione ricevuta dai loro genitori. Insomma, mi sono sempre sentita tranquilla a riguardo. Fino a che non sono casualmente inciampata in un forum che affronta proprio questo argomento.

I genitori si chiedono se dire bravo troppe volte ai bambini non dia loro un’idea distorta della realtà, creando confusione tra compiti e azioni normali (mettere in ordine, fare i compiti, obbedire) e comportamenti che meritano la lode (un disegno particolarmente, bello, una buona azione e così via). Devo ammettere che sulle prime non ho ben capito questa obiezione né tutte le altre considerazioni, ce ne sono molte, in risposta al primo messaggio.

Credo che la questione possa essere posta in questi termini: quando dico ‘bravo’ al mio bambino, intendo davvero dire che è stato bravo o la uso spesso solo come rinforzo e dunque per garantirmi che si comporti sempre bene e mi obbedisca come un bravo cagnolino?

Sembra non ci sia differenza tra queste due cose, invece è davvero sostanziale. Se elogio mio figlio quando davvero è stato bravo allora crescerò un individuo ricco di autostima, se lo faccio a sproposito per tenerlo buono crescerò un individuo pronto anche a sottomettersi pur di ottenere questo genere di attenzioni.

Molte di queste teorie sono esposte nei libri di Alfie Kohn, pubblicati recentemente in Italia dall’editore Il leone verde. Non conosco ancora né Khon né le sue teorie, ma cercherò di informarmi per capire se stiamo esagerando con queste sottigliezze o se invece è proprio su di esse che si gioca il futuro di un essere umano.

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