Mamme di Bebeblog, oggi ho bisogno del vostro parere. Parlando con le mamme che incontro al parco ci siamo rese conto che avevamo tutte da ridire sul ruolo di padre che i nostri mariti/compagni rifiutano di assumere. Sembra infatti che se da un lato i neo papà siano molto presenti nella vita dei loro figli, dall’altro lo siano in modo meno autorevole.

In qualche modo il rischio, come diceva Biondillo, è quello di trovarci davanti dei mammi e non dei padri. Questo, nel tran tran quotidiano, significa che a noi tocca essere sia il poliziotto buono che quello cattivo. Dopo aver passato una giornata ad educare nostro figlio a rispettare tutta una serie di regole, arriva il papà e gli concede una infrazione dopo l’altra, sminuendo il nostro ruolo e vanificando il lavoro di un’intera giornata.

Se poi il papà in questione ha a che fare con una bimba, il problema è quadruplicato. L’istinto di protezione è così forte nei confronti della piccola, che il padre teme di ferirla con uno dei tanti “no” che noi mamme pronunciamo durante la giornata. Lo so: non siamo mai contente. Verissimo.

Il problema reale è come trovare un punto di equilibrio in questa situazione. Nessuna di noi rivorrebbe un padre vecchio stampo, quello del “stasera lo dico a tuo padre”, “vedrai, quando arriva tuo padre”, “chiedi a tuo padre se ti da il permesso”. Tuttavia, un padre autorevole (non autoritario) è fondamentale per una crescita equilibrata dei piccoli.

Forse nella definizione dei ruoli e delle identità dell’uomo e della donna, è normale che ci sia l’effetto “pendolo” per un po’. La svolta potremo averla quando invece di puntare l’indice e di discutere su criteri di forza e debolezza, passeremo ad un gioco di squadra, l’unico che può funzionare per crescere insieme come famiglia.

Foto | Flickr

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