Amare i bambini senza se e senza ma: l'amore incondizionato secondo Alfie Kohn. Seconda parte.

Bambino disegnato su di un muroIeri ci siamo lasciati con la domanda: se le punizioni e i rinforzi non servono, come possiamo educare i nostri bambini? Per prima cosa dobbiamo sottrarci alla logica del controllo. E' molto importante che mettiamo da parte e a volte 'disimpariamo' i metodi educativi con cui ci hanno cresciuti o con cui gli altri vogliono convincerci a crescere nostro figlio.

Chiediamoci: cosa vogliamo davvero per lui, che sia buono, non dia fastidio e faccia la sua bella figura a scuola e nello sport o che sia felice? Perché se vogliamo che sia felice molte delle "competenze" che consideriamo necessarie per un bambino, dovremo metterle, con un certo sollievo, da parte.

Pensate un po': non trovate liberatorio rinunciare ad essere i guardiani di vostro figlio? Non vi sentite più leggeri al pensiero che non importa quello che pensano gli altri di lui o di noi come educatori? Non trovate forse più allettante l'idea di poter stabilire con vostro figlio un rapporto autentico senza per questo perdere la vostra identità di genitore?

Il guaio è che per ottenere tutto questo dobbiamo essere disposti a faticare un po'. Perché il primo passo consiste nel metterci in discussione:

...ciò che fa di un genitore un genitore davvero in gamba è la volontà di mettere in discussione il proprio modo di educare i figli e il modo in cui loro stessi sono stati educati.

Il secondo passo è renderci conto che vivere con un bambino comporta caos, stanchezza (a volte disperazione) e che non si può pretendere da un bambino ciò che non può darci. A volte ci sembra che nostro figlio si stia opponendo per principio alle nostre richieste quando in realtà sono le nostre richieste del momento ad essere inopportune.

Il terzo passo, doloroso, è chiedersi:

è possibile che quello che faccio dipenda più dai miei bisogni, dalle mie paure, dalla mia educazione che dal bene dei miei figli?

Mi rendo conto che il lavoro che Kohn propone di fare su noi stessi, sulle relazioni familiari, sul rapporto con i nostri figli sembra enorme e idealistico. Tuttavia per voler bene autenticamente a qualcuno dobbiamo voler bene a noi stessi, conoscerci, saperci accettare e poi fare lo stesso con il nostro coniuge, con i nostri figli.

Prendiamoci tempo per osservarli, ascoltarli, stare con loro, capirne le necessità. Scopriremo che diventa allora più facile indirizzarli verso comportamenti corretti e che diventa più piacevole la vita insieme.

Nel testo di Kohn troverete maggiori dettagli, anche pratici, su come crescere ed educare i nostri figli. Anche lui crede nella stabilità, nelle regole da seguire in famiglia, nei no. Crede però anche che ci siano modi e tempi, per tutto questo, più fruttuosi di quelli che ci siamo sempre sentiti proporre.

Insomma, per farla breve, il testo di Khon è un testo che va letto, anche se magari non tutto quello che scrive lo condivideremo, perché pieno di buon senso e di amore per i bambini e i genitori e, per quanto mi riguarda, di un punto di vista che rende non dico meno faticosa, ma più allettante la vita da genitori.

Foto | Flickr

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