Sei una mamma perfetta o imperfetta? Te lo dice un libro bestseller: Le conflit

Sei una mamma moderna? A quale tipologia appartieni più precisamente? A quella che ha abbandonato quasi tutto quello che le piaceva fare (palestra, sport, amici) per dedicarsi a pappe e pannolini, o sei di quelle che "io all'aperitivo non posso proprio rinunciare"? Forse ti trovi semplicemente a metà tra questi due estremi.

In ogni caso sai cosa significa farsi carico di una routine, sì piacevole per carità, ma anche massacrante. E adesso c'è qualcuno, guarda un po', che afferma che le donne e mamme moderne si siano liberate del dominio maschile solo per assoggettarsi ad un'altra forma di schiavitù: quella imposta dai figli. Qualcuno insomma, che ha sfidato il tabù supremo della figura materna.

Tenete d'occhio questo nome: Elisabeth Badinter. Il suo libro "Le conflit - La femme et la mere" (purtroppo non ancora publicato in italiano) ha avuto un enorme successo in Francia, oltre a suscitare scandalo e sconcerto con le sue teorie, ma è solo il punto di arrivo (per il momento, s'intende), di 30 anni di una carriera da filosofa, spesi a investigare il concetto di istinto materno.

Ne parla, tra gli altri, un articolo del New York Times, che spiega come le teorie della Badinter abbiano suscitato scalpore tra politici, ambientalisti, madri e professoroni, per esempio quando lei afferma che l'idealismo "verde" in realtà non faccia che allontanare le madri dalle loro carriere. Dice in un'intervista:

La vita delle donne negli ultimi vent'anni è notevolmente peggiorata. La vita professionale poi è sempre più dura e stressante, priva di attrattive e in più si è creata tutta una serie di nuovi dogmi morali tutti al femminile. C'è stata una vera rivoluzione riguardo al concetto di maternità, e questo senza che ne fossimo veramente consapevoli.

Questo peggioramento è dovuto alle tendenze sociali prodotte dalla politica degli ultimi 40: quella ecologica, con il suo voler tornare alle cose "semplici; quella scientifica, con uno sguardo rivolto all'etologia; e quella femminista, incentrata sulla lode del parto naturale e dell'allattamento, con un netto rifiuto degli aiuti chimici come l'epidurale.

Si tratta di una pressione sociale dalle molte aspettative, di matrice neonaturalista, che partono dal presupposto che agire in un certo modo porti la gioia e la saggezza nel cuore delle madri, delle famiglie, della società intera; in realtà si sta creando il terreno ideale per far prosperare del senso di colpa.

Ecco allora le mamme disperse in una girandola di bisogni altri da soddifare; Badinter afferma che alla fine, il bebè è diventato il più perfetto alleato della dominanza maschile. E molte sono le donne che ormai ritengono che stare a casa con i figli sia molto meglio che investire nella carriera, ancora meglio se si passa un bel po' di tempo a far tornare splendenti i pannolini ecologici fatti di stoffa; altre invece decidono di partorire in casa, rifiutando secondo lei, le invenzioni moderne create di fatto per liberare le donne.

Naturalmente in Francia sono in molti a darle contro: dagli attivisti dell'allattamento al seno, ai pediatri, alle associazioni cattoliche più conservatrici. Cécile Duflot, leader del partito verde in Francia e madre di quattro figli, sostiene che la Badinter confonda l'ecologia con il naturalismo. L'ecologia vuole salvare il pianeta, non si occupa degli istinti naturali. Dice la Duflot:

Da sempre gli ecologisti difendono la donna e promuovono l'equa divisione delle mansioni casalinghe nella coppia. Esistono davvero anche i papà che amano cucinare per i propri figli. Ma per la Badinter è difficile immaginare che l'atto del cucinare possa essere spontaneo e piacevole.

Ma è proprio così? Stiamo ritornando verso una visione nostalgica della donna angelo del focolare? E tutta quell'attenzione per i prodotti biologici, non è che un po' ci trasmette il messaggio inconscio che viviamo male e siamo troppo stressati e allora: meglio stare a casa?

E' una visione della maternità un po' particolare, è chiaro. Vivete serenamente la maternità e la casalinghitudine (oppure la carriera) oppure vi sentite in qualche modo vittime della situazione? Andiamo al sodo: chi carica la lavastoviglie in casa? Io penso che comunque la giri, essere madre non è mai una passeggiata; non lo era secoli fa e non lo è adesso. E la gioia che uno trae dall'essere genitore, dipende in parte dal suo atteggiamento di base nella vita, e in parte dal tipo di aiuto e collaborazione su cui si può fare affidamento.

La Badinter si è molto concentrata sull'atteggiamento martire che a volte si viene a creare in alcune madri, un atteggiamento indotto da nuovi modelli sociali che creano il bisogno di nuove (e ancestrali) fatiche, come se ne avessimo bisogno! Definita spesso una femminista arcaica, madre di tre figli, lei continua a sostenere la divisione equa dei compiti in casa e con i figli, che al momento, com'è come non è, grava ancora per la maggior parte sulle spalle della donna. Scusate, vado a parlare un attimo con mio marito.

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