Le mamme e il senso di colpa, come uscirne? Parte 1



Hai mai pensato che per essere un bravo genitore è necessario avere dei super-poteri? Se la risposta è sì, come altri milioni di genitori, soffri del senso di colpa materno, un tipo di emozione che è presente nella tua famiglia se tu pretendi di riuscire a fare tutto.

Impara a preoccuparti di meno, concentra l'attenzione solo sulle cose fondamentali e lascia cescere i tuoi figli felici. Uno direbbe, ok fosse facile! Un libro americano spiega come fare, si intitola Mommy Guilt (mamme e sensi di colpa) ed è il risultato di una ricerca condotta su 1.300 genitori americani, il 96% dei quali ha ammesso di provare sensi di colpa per qualche aspetto dell'educazione dei loro figli.

Sembra che il più comune senso di colpa tra i genitori sia riguardo l'urlare, seguito dal tempo (poco) dedicato alla famiglia, le scelte lavorative, il rapporto con la scuola e gli sport. Mommy Guilt promette di dare una mano nella spesso complicata gestione quotidiana di tutte queste emozioni, attraverso un viaggio alla scoperta di esse.

Qual'è l'obiettivo? Trasformare uno stile di vita stressato e costellato di modi di fare che stimolano il senso di colpa, in un'esperienza appagante per noi e i nostri cari. Vediamo cosa dice il primo capitolo, presentato sul sito di Parentopia:


Ci siamo, arriva la conversazione della vita:
"Cosa pensi rispetto ad avere un bambino?"
"Penso che siamo pronti"
"Molto bene, anche io!"
Probabilmente a questo punto si parlerà un pochino degli aspetti economici della cosa, e magari si inizierà a valutare come organizzare lo spazio in casa. Una domanda che invece molto raramente viene posta in queste situazioni è:
"Tu chi vuoi essere tra: la cuoca, la cameriera, la tata, l'autista, il banchiere? Io vorrei essere il comandante supremo"
"Va bene: io farò la cuoca, la tata e l'autista. Per le altre mansioni lanciamo la monetina"
Naturalmente, se questa fosse realmente la prima conversazione prima di fare un bambino, sarebbero in molti a lasciar perdere; ma sono esattamente questi i dettagli del diventare genitore, che producono stress e senso di colpa nelle madri, portandole a chiedersi perchè, alla fine, qualcuno dovrebbe imbarcarsi in un viaggio del genere. Ma questa per fortuna non è una tappa obbligatoria, ci sono dei modi per vivere bene la genitorialità e il menage familiare. Infatti, se alcune coppie all'arrivo del bambino si sentono sperdute (soprattutto dopo le prime notti passate senza dormire), sono in molti quelli che la vivono come una meravigliosa esperienza e non vedono l'ora di fare il bis. Un'errore da evitare, è voler dare a tutti i costi l'idea di essere un super-genitore perfettamente efficiente, investiamo sull'affetto piuttosto; se vostro figlio ha 2 settimane, 2 anni o anche 12 anni trovate un attimo di tempo per staccare la spina. Non pensate a tutto quello che non funziona e vi preoccupa, staccate il telefono, spegnete la tv, rimandate i piatti a più tardi e abbracciate vostro figlio, chiudete gli occhi e assaporate il momento. Certo questo momento di pura felicità non spazzerà via tutti i problemi, ma vi ricorderà che cosa è veramente importante nella vita.

Davvero un buon consiglio, non trovate? Quante volte siamo troppo presi dalle corse a scuola e in piscina per capire quel capriccio per noi incomprensibile di nostro figlio, che potrebbe invece sciogliersi con un bell'abbraccio, uno stop di tenerezza per dire: io sono qui per te, il resto non conta. Sentiamo cosa dice ancora Mommy Guilt sulla sindrome della super-mamma:


Il senso di colpa materno è una realtà presente da generazioni, ma nel mondo attuale ha colpito più duramente, come mai? Forse a causa dell'ideale di super-donna, oppure è stato il movimento femminista, o ancora la tecnologia e lo smembrarsi dei nuclei famigliari? Diciamo tutte queste cose insieme e anche altre; nessuno può negare che ci si aspetta che noi mamme facciamo tutto, ma chi è che pretende tanto? La risposta è: siamo noi stesse! Le donne hanno combattuto delle dure battaglie per arrivare alla parità con gli uomini, purtroppo l'uomo non può avere una gravidanza, non può partorire e anche se dispone di capezzoli, non può allattare. Ognuna di noi ha il proprio corredo di cose che sa e non sa fare, ma appena si diventa madri è come se la nostra identità si espandesse ai nostri occhi: ci vediamo come delle super-mamme che possono fare tutto da sole, sempre, con grazia e stile, per giunta.

Nella seconda parte vedremo i sette pilastri della filosofia "liberi dal senso di colpa", a presto!

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