In questi ultimi mesi, visto che con mia figlia ero ad un punto morto sia nell’ambito dell’educazione che del nostro rapporto, ho ripreso in mano alcuni manuali per genitori e ne ho anche letti di nuovi. Tra quelli già presenti nella mia biblioteca, ci sono Il bambino dalla nascita ai sei anni, di Penelope Leach; Il bambino da zero a tre anni di Brazelton; Hai finito di tirarmi scemo di Nigel Latta.

Questi primi tre manuali mi hanno aiutata molto a trovare un percorso educativo che fosse una sintesi tra la necessità di dare delle regole a mia figlia e la voglia di capirla, di trovare un’educazione che non le calasse dall’alto, ma l’aiutasse a crescere e a sviluppare la propria personalità. Devo però ammettere che continuavo a percepire una forte pressione: non mi sentivo in grado di darle il meglio, considerando anche che il nostro rapporto è sempre stato molto conflittuale.

Negli ultimi tempi mi sono capitati tra le mani Dalla parte dei genitori, di Daniele Novara e Amarli senza sé e senza ma di Alfie Khon. Novara mi ha aiutata a liberarmi del senso di inadeguatezza, Khon mi ha affrancata da ruolo di addomesticatrice di bambini. Ora però ho una gran confusione in testa.

A volte, quando mia figlia esagera, mi sembra di sentire tutti questi signori che parlano della mia testa e non ha facile decidere a chi dare retta. Ho già fatto una fatica notevole per tirar via dal mio cervello i consigli di nonni e zii. Poi sono passata alla rimozione delle verità assolute dettate dalle amiche.

Ora davvero devo liberarmi anche di tutta questa conoscenza? Mi serve un po’ di yoga: magari anche per me è arrivato il momento di crescere, come mamma. Di cercare un confronto sì, ma di trovare poi una strada che mi faccia ritrovare un rapporto sereno con mia figlia.

Foto | Flickr

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