Fate la nanna di Estivill e Facciamo la nanna di Grazia Honegger Fresco: due pareri discordi sul sonno del bambino. Seconda parte.

Uomo e gatto che dormono guancia a guanciaIeri vi ho parlato di Fate la nanna di Estivill e di Facciamo la nanna di Grazia Honegger Fresco, che contesta sia il metodo sia alcuni dati elencati nel libretto che dovrebbe aiutare i bambini a dormire tutta la notte.

La Honegger Fresco ribadisce che non è lecito parlare di insonnia nei neonati e nei bambini molto piccoli. Al di là delle statistiche riportate da Estivill, che sembrano non avere fondamento, è normale che i neonati abbiano diversi risvegli notturni. Sono risvegli fisiologici dovuti al fatto che nel bambino il sonno Rem e il sonno lento durano entrambi 60 minuti circa. Nel tempo i ritmi del sonno del bambino si assestano in modo naturale.

E se non succede? Al di là delle belle parole o di una contestazione ragionata del metodo di Estivill, quando tocca a noi come dobbiamo comportarci per trovare una giusta via di mezzo tra le necessità del bambino e le nostre?

I consigli della Honegger Fresco, devo dirlo, mi hanno sorpresa. Temevo, dopo tutta la contestazione al libretto Fate la nanna, di sentirmi dire che è necessario tenere il bambino sempre nel lettone o prenderlo spesso in braccio. Nulla di tutto questo.

La Honnegger Fresco pone prima di tutto dei punti fermi: le decisioni vanno prese in coppia e non devono essere improvvisate o dettate dal risentimento nei confronti del piccolo. I genitori devono rimanere un punto fermo nella vita del piccolo, decidendo per lui, ma essendo anche molto presenti.

In secondo luogo è importante ricordare che il pianto non indica una disfunzione nel nostro bambino: è semplicemente il suo modo di comunicare. Liberiamoci dei sensi di colpa per essere stati lontani da lui per lavoro, predisponiamoci ad accogliere il momento della nanna come un'occasione felice e non cediamo ad ogni sua richiesta solo perché questo ci fa sentire un po' meglio.

Infine, dobbiamo: stabilire dei rituali per la nanna, piccole abitudini che lo tranquillizzano (cena, pigiamino, coccole); lasciargli uno spazio di autonomia fisica e non tenerlo o prenderlo sempre in braccio, come se il mondo intorno a lui fosse pericoloso; non anticipare i suoi bisogni ovvero se di notte piange non prenderlo subito, ma magari provare prima a parlargli ed accarezzarlo sulla schiena.

Insomma, se impariamo a conoscere il nostro piccolo, ad ascoltarlo sin da quando è nato, ad amarlo senza soffocarlo; se noi stessi viviamo serenamente con lui la quotidianità, allora i problemi si appianeranno più velocemente di quanto si creda e senza bisogno di forzature.

Lo so, ci sono casi apparentemente senza soluzione. Mia figlia si è svegliata non so più quante volte per notte, ogni notte per circa tre anni. Dai tre anni e mezzo in poi i risvegli sono diventati due e mi sento miracolata. Io ora so perché si sveglia e mi rendo conto che se avessi imparato prima a capirla, invece di pensare a come risolvere i suoi presunti "problemi" del sonno, qualche passo avanti lo avremmo fatto davvero molto prima. Vi aspetto domani per la terza parte del post, riservata alle curiosità.

Foto | Flickr

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