Care lettrici e cari lettori, questa settimana per la rubrica dei blog per mamme e dintorni, abbiamo intervistato Gloria di Alchimista in Libertà. Gloria si definisce una mamma 2.0, una delle tantissime che ogni giorno si alambicca tra mille impegni e faccende creando la famosa alchimia, appunto, ma sempre facendo le cose una alla volta.

Sul suo bel sito troverete anche La carta dei diritti del genitore. Wow! Che cos’è, direte voi, o forse la conoscete già, della serie: i bambini hanno dei diitti sacrosanti, ma qualcosina ce lo meritiamo anche noi genitori, giusto? A proposito, fateci sapere cosa ne pensate… Ecco cosa ci racconta Gloria, buona lettura.

1. Essere mamma nel 2010: come vedi il rapporto tra le mamme e internet?
Lo vedo come un rapporto necessario. Viviamo nell’era di internet e in una società che ci permette di poter accedere a preziose risorse a costi contenuti. Quando ero incinta mi sono informata moltissimo sulla gravidanza e quando è nato il pargolo ho cercato ninnananne e fiabe. Ottenere la stessa quantità di informazioni in modo tradizionale, ossia cartaceo, avrebbe richiesto un impegno economico notevole. La vera svolta è avvenuta però quando ho scoperto che le altre mamme scrivevano di se’. Leggere di come loro affrontavano l’essere madri ha permesso di confrontarsi, di esporre dubbi e perplessità, non tanto per trovare una risposta definitiva, ma per ricordarsi che non si è da sole o le uniche ad affrontare un problema. Ritrovarmi come in una piazza, come faceva mia nonna, e confrontarmi con le altre mamme.Per me è questo il più grande dono ricevuto da internet. Infine i nostri figli nascono Nativi Digitali e come genitori è un aspetto nel quale dobbiamo guidarli per evitare che lo usino in modo improprio.

2. Dove trovi il tempo per essere mamma, lavoratrice e anche blogger?
Lo trovo perchè per ogni cosa cerco di dedicargli del tempo esclusivo. Mi dà la sensazione di non sprecare niente e il tempo, come per magia, si dilata. A differenza di altre donne, io non riesco a essere multitasking. Devo fare una cosa per volta. Perciò mentre sono in ufficio mi dedico al lavoro e mentre sono con mio figlio cerco di essere concentrata su di lui. Questo non vuol dire che lo seguo come se fosse un neonato, ma che anche solo per qualche minuto resto davvero concentrata su di lui, invece di far finta di ascoltarlo intanto che magari preparo la cena. Il blog si prende gli spazi buca della mia giornata, tempo per esempio che avrei dedicato a leggere un libro, come al mattino presto, prima che la famiglia si svegli, o mentre aspetto che mio figlio esca da scuola.

3. Qual’è l’aneddoto più strano/divertente che ti è capitato con il tuo pubblico?
Niente da segnalare. Ohibò!

4. Quali sono i tre blog migliori in Italia e perchè?
Questa non è una domanda semplice a cui rispondere. Primo perchè ognuno di noi segue una cerchia di blog personalizzata al proprio carattere e interessi, secondo qual è il termine di paragone per definire un blog migliore di un altro? Se faccio la classifica pensando ai blog più seguiti, restando in ambito mammesco, i portali guadagnano molti punti e richiamano un pubblico molto vasto. Con questi termini Mammafelice si guadagna il primo posto. Il suo blog abbraccia molti aspetti della maternità, dal gioco a quotidiani consigli, e la grafica del blog è sempre molto bella. Inoltre coinvolge spesso il pubblico in giochi creativi che, secondo me, fanno sempre bene all’umore. Nel mio blogroll c’è una sezione che ho definito “gli irrinunciabili”: sono quei blog che leggo sempre per primi e dove è più facile che lasci un commento. Qui il mio “più” preferito è senz’altro Extramamma. Extramamma ha due figlie grandi percui non si parla di pappe e pannolini, ma di dinamiche di bambini che si stanno trasformando in adolescenti, di scuola, di attualità, oltre al fatto che un leggero velo di autoironia rende i post davvero gradevoli da leggere. Infine non posso non menzionare Genitori Crescono, primo perchè una delle sue autrici vive fuori dall’Italia e quindi la sua esperienza di mamma estera arricchisce sempre, secondo perchè la somiglianza di carattere tra i nostri figli è tale che si finisce sempre per scambiarsi buoni consigli! Inoltre sono tra quelle persone che lottano per rompere uno dei tabù sulla maternità ossia che ogni tanto un genitore sbrocca e ha tutto il diritto di farlo senza per questo sentirsi in colpa.

5. Cosa significa essere buoni genitori? O meglio: quando un uomo è un buon papà e quando una donna è una buona mamma?
La domanda da un milione di euro. Io credo che i buoni genitori siano quelli che non si arrendono. Sono le persone che non danno per scontato di aver capito i loro i figli e di aver capito se stessi come genitori. Sono quelli pieni di dubbi, ma che che trovano il coraggio di tentare, di sbagliare, di contare i successi e dare agli insuccessi la giusta importanza.

6. Secondo te, alla luce delle ultime tendenze sociali, esiste la figura del mammo?
Io non credo che dovrebbe essere chiamato così. Papà va benissimo. Ma siamo talmente abituati nel nostro immaginario a vedere i padri come entità così lontane dai figli che abbiamo bisogno di inventarci un nuovo termine per riavvicinarli. Credo siano cambiati moltissimo i ruoli di madre e padre e penso che degli uomini che riescono a comprendere quanto li arricchisca come persone partecipare alla crescita dei loro figli, in tutte le fasi della loro vita, porterà sicuramente a livellare i pregiudizi sui ruoli genitoriali in modo che non sia più necessario ambire a una parità dei sessi semplicemente perchè esisterà, almeno nella famiglia.

7. Quali sono i consigli fondamentali che ti senti di proporre a una neomamma?
Le neomamme sono entusiaste. E terrorizzate. E non riescono molto spesso a conciliare queste due sensazioni. Trovano che essere piene di dubbi sia sbagliato. I figli non nascono col libretto d’istruzioni. Essere genitori è un tentativo quotidiano. Parlate con chi vive la vostra situazione e vi capisce (come si fa nei blog o nei forum) e non tediate le amiche senza figli con paranoie o raccontandogli solo di ciò che riguarda i bambini. Le farete scappare a gambe levate e vi perderete l’occasione di avere qualcuno con cui prendere un aperitivo di tanto in tanto. Ascoltate le vostre madri sui consigli che vi danno, ma decidete con vostro marito come è meglio agire. Niente è per sempre, anche quando la stanchezza ve lo farà credere. I vostri figli non resteranno insonni a vita, o inappetenti, o distratti o mille altre cose. Crescono col loro ritmo. Ma crescono. Per fortuna.

8. Parliamo di tempo di qualità: quanto dovrebbe essere nel quotidiano? E tu in che modo lo vivi?
Il tempo di qualità è un’altro di quei concetti molto ambigui. E’ di qualità se faccio qualcosa di manuale con mio figlio e non lo è se decido di vedere con lui i cartoni animati? E’ di qualità se lo porto a passeggio nei boschi e non lo è se decidiamo di mangiare in un fastfood? Una mia amica ha una figlia piccola ed è tornata a lavoro con orari spesso lunghi. Questo le impedisce di stare molto con sua figlia. Io le ho detto che sua figlia è troppo piccola per aver acquisito il concetto di tempo che trascorre. Le ho detto che sua figlia non tiene la contabilità delle ore che passa insieme a lei. Credo sia importante che almeno una volta durante la giornata facciamo davvero sentire ai nostri figli quanto siano importanti per noi. Che con i gesti, ma soprattutto con la partecipazione, gli ricordiamo quanto li amiamo.

9. Che cosa ti aspetti da un figlio?
Mi aspetto che nell’osservare i suoi ragionamenti, le sue capacità, le sue passioni io possa cogliere, almeno ogni tanto, qualcosa che sono riuscita ad insegnarli.

10. Quali sono gli stereotipi più comuni sulla maternità? E che cosa ci si aspetta, secondo te, da una mamma oggi?
Di stereotipi sulla maternità di può decidere se fare un elenco alfabetico o per categoria. Io vorrei che da una mamma moderna non ci aspettasse proprio niente, perchè si finirebbe soltanto per creare altri stereotipi. Una madre deve essere prima di tutto se stessa. Essere una mamma col suo bagaglio di esperienza e con la sua personalità, altrimenti cosa si riesce a trasmettere ai propri figli?

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