Congedi parentali più lunghi: il parlamento Ue pronto al voto

Mani di genitori con piedi di neonato
Pare che la prossima settimana l'Unione Europea sarà chiamata a votare una proposta relativa al congedo parentale, presentata dalla socialista portoghese Edite Estrela. Le principali novità della proposta riguardano un congedo obbligatorio per il papà di due settimane, stipendiate, e venti settimane a stipendio pieno per la mamma. Per i dettagli della questione vi rimando all'articolo del Gazzettino.

Ciò che mi interessa discutere con voi sono invece le obiezioni che i governi oppongono a tale proposta. Tutte le garanzie volte a tutelare la mamma peserebbero non poco sui già provati bilanci europei. Inoltre, qualcuno fa notare, nel momento in cui una gravidanza viene tutelata troppo un datore di lavoro potrebbe scegliere di non assumere una donna.

E' proprio questo il punto più importante, secondo me. Non possiamo continuare a controbattere, dimostrando ai governi che l'investimento sulla famiglia e sui figli garantirà il futuro della società. Dovremmo invece battere sempre sullo stesso punto ovvero che i congedi parentali devono essere equamente distribuiti tra madre e padre e obbligatori per entrambi.

Pensateci un po': se un datore di lavoro si trovasse davanti un candidato trentenne o una candidata trentenne, che differenza farebbe per lui assumere l'uno o l'altra sapendo che nel momento in cui diventano genitori hanno gli stessi doveri/diritti verso il pargoletto?

Ora scusatemi se esulo dalla politica e dall'economia che non sono il mio campo e mi fiondo in una semplice riflessione. Non è che tutto questa ritrosia nel votare simili norme ha a che fare più con la non voglia degli uomini di prendersi le loro responsabilità che con i bilanci?

Quanti uomini in Italia usufruiscono, parlo di situazioni nella norma, dei congedi per malattia dei figli cui hanno diritto? La domanda più corretta sarebbe: quanti lo fanno spontaneamente? Non so se avete visto la puntata di Presa diretta che si occupa delle donne e del mondo del lavoro. Sono stati intervistati in quell'occasione molti papà, dirigenti compresi, che in Norvegia stanno a casa con i piccoli mentre le mogli rientrano nel mondo del lavoro.

E' incredibile quanti passi avanti dobbiamo ancora fare. Ancora più incredibile è quanto molti genitori considerino il tempo passato con i figli come una seccatura o non importante per la loro crescita. Per molti padri, invece, il congedo parentale si è rivelato un'opportunità, oltre che di migliorare il rapporto con i propri figli, di crescita personale impagabile.

Via | Gazzettino
Foto | Flickr

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