Maternità, i costi del lavoro

mammapcOgni donna prima del grande evento fa dei piani precisi su come affrontare il lavoro una volta nato e cresciuto il nanerottolo, chi decide di stare a casa con il pupo fino al momento dell'asilo, chi di rimanere a casa i primi tre mesi e poi tornare al lavoro, chi per sei settimane e poi torna al lavoro part time, chi lo vuole affidare ad altri e chi pensa di portarsi la creatura al lavoro, ovviamente questo è il caso delle mamme proprietarie dell'azienda.

Spesso però i piani saltano, una volta nato o per carattere del neonato o per desideri completamente cambiati della mamma non tutto il programmato si avvera, molte donne rimangono completamente incantate dalla maternità e scoprono che vogliono stare a casa più a lungo per accudire il figlio, o al contrario si vorrebbe tornare prima ma le condizioni finanziarie non lo permettono, l'asilo costa troppo e il part time è un sogno.

Anche le mamme devote alla carriera spesso si ritrovano, dopo il parto, a sentirsi ammettere “Non sono pronta per tornare al lavoro”, e molte madri lottano con i sensi di colpa straziate dall'amore per i figli e il desiderio di portare avanti le loro carriere.

E spesso, è bene dirlo, il mondo del lavoro non ascolta le esigenze e i bisogni delle madri.

A volte i numeri aiutano, questo almeno è il suggerimento del sito Mothering, che senza molti giri di parole consiglia di mettere su un piatto i costi di asilo e baby sitter, auto per raggiungere il luogo di lavoro e pranzi, ogni spesa che la mamma deve affrontare per tornare al lavoro viene confrontato con lo stipendio, spesso non c'è alcuna convenienza.

Bisogna anche ammettere che chiudersi in casa a fare le mamme perfette non è cosa per tutte, alcune donne impazziscono, e questo non mina l'amore che provano per i figli, semplicemente desiderano avere anche altri interessi nella vita, quindi nel piatto io inserire anche il benessere della madre, che può aumentare in casa o al lavoro, a seconda di desideri e carattere.

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