Relazione e accudimento dei piccoli: c'è differenza?

Mamma disegnata da una bambina

Qualche giorno fa vi avevo parlato di un articolo di Paola Liberace ospitato da Mamme Acrobate. L'articolo ha suscitato alcuni commenti e molte riflessioni. In particolare, ho scoperto un secondo articolo, scaturito da questo e pubblicato da Monica Massola su Ponti Tibetani. Credo possa interessare molte di noi.

Partendo da uno dei commenti fatti alle considerazioni della Liberace, Monica Massola si chiede se davvero sia possibile delegare l'accudimento dei figli a terzi, mantenendo però a tutti i costi una forte relazione con loro. Per fare chiarezza è risalita perciò al significato dei due termini perché

Stabilire un ordine, una chiarezza nei termini, in quanto persone che educano, genitori, e/o professionisti dell’educazione è sostanziale, capire i sottili distinguo nelle parole che usiamo è una atto educativo, perché ci permette di capire cosa scegliamo, cosa deleghiamo, quando possiamo/vogliamo/siamo obbligati a delegare …


Concludendo poi che:

accudire è relazionale (ed anche profondamente interazionale), occuparsi di aver cura del corpo altrui è relazionale, la relazione madre bimbo si impernia proprio nelle pratiche di cura fisica (pulizia/allattamento/addormentamento), e la relazione padre bimbo ugualmente nasce grazie anche a quelle prassi di aver cura.

Queste acute riflessioni me ne portano altre: se l'accudimento è relazione e dunque trasmissione non solo di affetto, ma di contenuti e di valore, allora decidere a chi delegare l'accudimento diventa di importanza fondamentale. Perché dar da mangiare al pargolo o giocare con lui al cambio del pannolino o metterlo a nanna il pomeriggio non sono atti che chiunque può compiere. Che ne pensate?

Foto | Flickr

  • shares
  • Mail