I padri e il periodo prodromico: come comportarsi

Marito che aiuta partorienteTorniamo a parlare dei padri e del loro rapporto con la partoriente. Intanto devo chiarirvi cos'è il periodo prodromico (non lo sapevo neanche io, faccio ammenda): è un termine tecnico ed indica il periodo che precede l'avvio del travaglio. Quanto dura? Non c'è una risposta univoca: può durare ore come giorni. Le contrazioni del periodo prodromico non sono sempre dolorose, ma sicuramente rendono più stanca la futura mamma.

Come leggo nell'articolo di Uppa, è bene che la donna, in questi momenti, non sospenda le proprie attività abituali. Deve invece inserire nella sua routine quotidiana più momenti di pausa e di distrazione dal dolore e dalla fatica. Che ruolo ha o deve avere il padre in tutto questo?

Sembra che alcuni padri, convinti di far bene portino involontariamente la futura mamma a scoraggiarsi:

Parole come “non vedi come soffre?”, o “basta, io la conosco, non ce la fa più”, e ancora “fate qualcosa perché lei non può più sopportare tutto questo”, di fatto non proteggono la donna ma, al contrario, finiscono per toglierle capacità e forza di volontà e il rischio è che finirà col pensare “se il mio sentirmi male viene confermato da chi mi è accanto, se non c’è fiducia nel fatto che ce la possa fare, allora sono proprio sola a reggere tutto il dolore, se non ci crede e non crede in me nemmeno la persona che più mi è vicina … forse è davvero inutile, posso lasciar perdere”.

Dunque, signori uomini e futuri papà, in simili contesti non dovete far altro che ciò che normalmente noi donne ci aspettiamo da voi, anche quando non siamo incinta: infonderci fiducia, incoraggiarci, ricordarci che ce la possiamo fare e che non siamo sole. In fondo, lo sforzo che vi tocca non sarà certo peggiore di quello che toccherà a noi nel momento del parto, no?

Via | Uppa
Foto | Flickr

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