Bambini su Facebook: è giusto usare la rete per ricerche e raccolte fondi che li riguardano?

Ombre di bambini su di un prato

Mi imbatto sempre più frequentemente, quando faccio una capatina sulla mia pagina Facebook, in pagine che riguardano i minori. Ci sono pubblicità ad accessori ed abbigliamento per bambini, siti che ne parlano in maniera ironica e divertente, pagine di mamme che condividono i progressi dei loro piccoli.

Poi ci sono pagine amare: raccontano storie di bambini con malattie particolari, che hanno bisogno urgente di terapie costosissime; storie di bambini scomparsi o portati via da uno dei genitori. Non linkerò le pagine per un semplice motivo: non ne ho ancora verificato l'attendibilità.

Per ora, mi vengono in mente due riflessioni sull'utilità e la pericolosità della rete in questi casi. La prima: il web, come anche è capitato per alcune trasmissioni televisive, può davvero offrire un valido aiuto per le famiglie in difficoltà. La rete, in quanto tale, consente una quantità ed una velocità nei collegamenti e nei passaggi di notizie che era fino ad ora sconosciuta.

Questa stessa celerità è però anche nemica delle richieste più serie. Molte persone schiacciano il tasto Condividi prima di aver verificato l'attendibilità delle informazioni. Trascinate dalla paura o dall'empatia per gli altri genitori, non controllano affatto i dati presenti online e la loro provenienza.

Quindi vi suggerirei, in casi come questi, di verificare il più possibile che quanto state leggendo corrisponda a verità. Con internet si corre il rischio che una volta era tipico di altri media: "l'ho letto sul web" sta prendendo il posto di "l'ha detto la televisione". Il che non è decisamente un bene.

Foto | Flickr

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