Tra arroganza ed insicurezza: manuale sì, manuale no, manuale sì, manuale no ...

libri utili per gravidanza e primi passi

Durante la gravidanza non ho voluto leggere nulla, per scelta, volevo godermi e vivere l'esperienza senza condizionamenti di esperti, psicologi, autorevoli commentatori etc. E con un pizzico d'arroganza disdegnavo segnalazioni e accantonavo i libri regalati! Ma quando SuperTato è nato e l'allattamento mi risultava difficile, allora sì, preda dell'insicurezza e della dolorosa convinzione che la natura non pensa a tutto e le cose possono non venire "naturali", ho cominciato a leggere imparando due cose fondamentali, ciascuna da un libro diverso.

Il pianto del neonato è un linguaggio, modulato in modo differente secondo il disagio che esprime. Così ho capito come fosse possibile che alcune amiche potessero, solo ascoltando piangere il pargolo (e grazie ad una routine ben strutturata), sapere se era il pannolone, il sonno, la noia, la fame mentre io, quando sentivo piangere SuperTato cominciavo con la lista della spesa: sarà il pannolone ... vediamo, no; sarà sonno, ma ti sei appena svegliato ... E così facendo SuperTato si spazientiva e faceva partire la sirena.

Un'altra illuminazione l'ho avuta con Laura Gutman. I neonati, connessi wireless alla mamma in una simbiosi emotiva totale, sentono ed interpretano i disagi, le paure ed i conflitti materni e, quanto più nascosti sono i disagi, tanto più bravi sono i pargoli a portarli alla coscienza. Con i neonati non ci sono segreti proprio perché la forma di comunicazione trascende il verbale e si nutre di sensazioni, linguaggio corporale e chissà cos'altro; è inutile il "non dire" ma è meravigliosa la possibilità di far emergere le nostre ombre, illuminate durante il puerperio, per sciogliere i tanti nodi che ci portiamo appresso.

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