Maternità e lavoro: cambiare fa bene

quando il lavoro è compatibile con la maternità

Primo giorno di lavoro dopo il congedo per maternità obbligatorio e facoltativo. La gente intorno a me corre senza che ci sia alcun bambino che piange, vuole la pappa o semplicemente desidera farsi ascoltare. Il capo è preoccupatissimo per un concorrente cinese che sta vendendo a prezzi stracciati; magari vendesse pannolini sottocosto, li comprerei subito. Le colleghe mi si fanno intorno per salutarmi affettuose e rapidamente cominciano la sequela delle lamentele. Sono passati molti mesi ma non è cambiato nulla, anzi, sì, qualcosa è cambiato: nulla di ciò che mi raccontano pare tanto drammatico, preoccupante, ingiusto, stressante come lasciare il mio cucciolo in mano alla tata.

La maternità è foriera di importanti cambiamenti. Capita che il rientro al lavoro sembri l'incursione di un marziano in un ufficio italiano. Molte donne si rendono conto di desiderare un lavoro compatibile con la prole e soprattutto divertente, creativo e, perché no, che abbia a che fare coi bambini. Così comincio questa rubrica di mamma e lavoro suggerendovi lavori che in Argentina vanno molto, chissà che qualche mamma italiana si incuriosisca e, con un po' di coraggio, possa trovare un'attività che le dà soddisfazione.

Oggi vi racconto la burattinaia. Qui a Buenos Aires ce ne sono molte, usano i burattini per raccontare storie, divertire, insegnare, accompagnare e consolare. La burattinaia è quella che costruisce il pupazzo con diversi materiali e struttura: ci sono pupazzi che si animano con le mani e pupazzi che si animano con bastoni o con i fili. Burattinaia è anche la persona che li fa muovere, un attore nascosto, vestito di nero che dà voce, movimento e sentimenti al burattino. Burattinaia è infine la persona che scrive storie e disegna coreografie per gli spettacoli. E' un mondo artistico che fa sognare i bambini e può far riflettere gli adulti. Non lo definirei "un lavoro come un altro" ...

Foto | Lavalen

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