I primi passi: frustrazione ed insonnia possono essere indizi

i primi passi, segnali per riconoscere quando il bambino �¨ pronto

Mio figlio è un angelo, secondo le categorie di Tracy Hoggs. Quando ha cominciato a scoppiare in pianti ed urlare come un raduno di ambulanze alla festa della Croce Rossa, ho pensato che ci fosse un problema. Dall'osservazione ho notato che lo faceva se io camminavo via dalla stanza dove lui gattonava o quando un amichetto gli girellava attorno con dei balocchi in mano.

Viviamo nella città con la maggior densità di psicoanalisti per abitante, Buenos Aires, quindi, è partita l'interpretazione "strizzacervelli": l'ansia da abbandono, la gelosia per altri bimbi. Ma se fosse stata gelosia si si sarebbe arrabbiato quando, tutti seduti per terra, il suo amichetto mi gattonava in collo, invece lì era felice come un pinguino al Polo. E che pensare dei ripetuti risvegli notturni, lui seduto nel letto, piangendo disperato quando fino ad allora aveva sempre dormito la notte intera, per l'invidia di amiche e conoscenti!

Ho provare a mettermi nei suoi calzini antiscivolo. Ho immaginato dunque un nano che sa cosa sia camminare, sta praticando ma ancora gli manca qualcosa per lanciarsi. Vede persone che deambulano e acchiappano cose con le mani invece che reggersi a 4 zampe. Che sia frustrazione, ho pensato, perché lui ancora non può e la notte magari sogna di provarci e neppure in sogno ci riesce. Il finale? Il giorno che ha camminato mi è corso dietro emozionato quando io sono andata nell'altra stanza e la notte lo abbiamo trovato sveglio che sghignazzava nella culla, in piedi questa volta!

Foto | Lavalen

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