Niente sesso, sono incinta!

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Il nuovo libro di Stefania Cecchetti, Niente sesso sono incinta, sarà presentato oggi al Negozio Civico ChiAmaMilano in Largo Corsia dei Servi alle 18:30. Edito da Terre di Mezzo, è una raccolta e guida per orientarsi tra le leggende e verità sulla gravidanza e allattamento, descritte e commentate da Stefania con il suo stile ironico e con il supporto di esperti e ricerche che avallano o sfatano dubbi atroci quali "la gravidanza danneggia la memoria?", "allattando si perde la vista?", "è proprio vero che il sesso fa male al feto?". Nel blog abbiamo parlato già di come può cambiare la relazione intima in una coppia con figli, ma è veramente importante chiarire che, durante la gravidanza, l'astinenza dal sesso è un mito falso, anche se a consigliarlo è il vostro ginecologo, come scrive Stefania:

Secondo la ginecologa e sessuologa Alessandra Graziottin, i motivi della cautela da parte dei medici sono sostanzialmente tre: “La paura di potenziali effetti negativi dell’attrito tra pene e collo dell’utero; il timore del possibile effetto contrattile sull’utero e sul collo dell’utero da parte delle prostaglandine contenute nello sperma; la prevenzione di possibili infezioni trasmissibili dall’uomo alla donna e in particolare al feto attraverso le membrane amniotiche. Le ultime ricerche in realtà rivelano che nessun evento naturale qual è un normale rapporto sessuale può interrompere una gravidanza che sia ben avviata e ben annidata in utero. Inoltre, la quantità di prostaglandine seminali non sembra in grado di determinare un effetto contrattile di intensità e durata significativa. Quanto alle infezioni, il rischio è assente in una coppia sana, stabile e fedele”.

Un altro mito che avevo sentito spesso durante la mia gravidanza è che se hai molta acidità di stomaco, nascerà un bambino con tanti capelli. Suona una diceria popolare ma Stefania nel suo libro conferma che può avere un fondo di verità:

Tra i tanti detti popolari sulla gravidanza, uno dei più assurdi mi è sempre sembrato quello per cui per cui una futura mamma che soffre di bruciori allo stomaco corrisponderebbe un bebè “capellone”. Ebbene, George Saade, della University of Texas Medical Branch a Galveston, in un articolo pubblicato nel 2009 sulla rivista Scientific American, avrebbe invece dimostrato che c’è un fondo di verità in questo “mito”. Saade riporta i risultati di uno studio su 64 gestanti: quelle con problemi di bruciore allo stomaco, nell’82% dei casi hanno dato alla luce un bambino con tanti capelli. La spiegazione scientifica? Gli estrogeni, implicati nel disturbo da reflusso (e quindi nella sensazione di bruciore), controllano anche la crescita dei capelli del feto..."

Alla presentazione del libro partecipano anche Maria Enrica Bettinelli, pediatra, responsabile Asl-Milano, referente Unicef per progetti nell’area della salute materno/infantile e a Manuela Cervetti, tra le fondatrici del portale Mamme Acrobate.

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