Elogio di una donna normale, ovvero dei suoi spericolati sogni quotidiani, figli inclusi!

la psicologa irene bernardini di vanity fair autrice del libro elogio di una donna normale

Il libro, scritto dalla psicologa di Vanity Fair Irene Bernardini, è un elogio alla normalità femminile, intriso di tenerezza ed incoraggiamento per le moltissime donne che vorrebbero osare e desiderano "il pane e le rose", equivalente femminile del desiderio maschile di una "botte piena e la moglie ubriaca". Non è un libro espressamente sulla maternità ma di questa condizione e potenzialità femminile è intriso perché è un libro sulla capacità di cambiamento, in meglio, che noi donne abbiamo e dovremo coltivare con maggior passione e perseveranza.

In realtà, anche la scelta stilistica dell'autrice ci parla di maternità, perché l'autrice intavola un lungo dialogo con sua figlia Caterina, giovane donne a cui la madre racconta di altre donne nelle diverse tappe della vita. Sono due i capitoli esplicitamente dedicati alla maternità, il primo è un ragionato resoconto della scelta "childfree", libere da bambini, dove la Bernardini coraggiosamente afferma:

"C'è una fortissima contraddizione tra la retorica sulla gioia suprema della maternità e il fatto che la società tratti le madri come paria ... Donne libere (anche) senza figli. Certo, penso, c'è bisogno di questo pensiero ... eversivo ... Di credere che ci si possa realizzare come persone a tutto tondo anche senza far figli. Che il progetto generativo possa fiorire e compiersi in tanti modi senza passare da una gravidanza o dall'esperienza genitoriale."

Il secondo capitolo sulla maternità si intitola "Childless: mamma è bello? Sì, molto", ossia un'accorato appello a quelle donne che per paura o, peggio ancora, per rinuncia e non per scelta si privano dell'esperienza della maternità. E piena di passione, la Bernardini tesse l'elogio di ciò che secondo lei è il giusto mezzo tra gli estremi, ossia la madre mediocre.

Quella che, se li desidera, i figli li fa, ma non si immola. Quella che smette di allattare anche se il latte le inzuppa il pullover perché non ne può più di guardare tutto il tempo l'orologio e il cellulare ogni volta che si allontana, non importa se per una conference call o per i colpi di sole, con l'incubo che scocchi l'ora della poppata prima che sia riuscita a rientrare. Quella che prova a tenersi stretti lavoro e ambizioni, anche se alla creatura toccano nido, pre-scuola, postscuole e uno stuolo di baby-sitter ... Quella che magari, difendendo i suoi spazi di libertà e di espressione, riesce a rispettare gli spazi del figlio. Quella che si autorizza a sognarsi, perché i figli non interrompono i sogni, e così forse saprà sognare anche il futuro di suo figlio, un futuro che lo porterà fuori da suo abbraccio ..."

Assolutamente da regalare alle amiche senza figli che si/vi domandano sulla maternità o che, frequentandovi una serata, pensano che siate il miglior anticoncezionale naturale. Io lo regalerei anche ad alcune che pensano/chiacchierano/raccontano solo di figli e la considerazione più intelligente che pongono in un contesto sociale adulto è "sapete cos'ha domandato mia figlia di 4 anni ieri? il perché gli insetti sono piccoli! Non è geniale? ... Io non ho saputo rispondere!" Ecco, a tutte queste donne, l'augurio è che, qualunque sia la scelta, che scelta sia e consapevole per di più! In vendita la seconda edizione a 17,50 euro. Della stessa autrice, segnalo volentieri il suo primo sforzo letterario (anche se se ne ritrovano alcune parti del nuovo libro, in una sorta di "cut, spolvera and paste") sulla esperienza di mediazione familiare, dal titolo Finché morte non ci separi.

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