Elogio dei padri nuovi

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E' così che la psicologa di Vanity Fair chiama i padri che si dedicano, amano e si occupano dei propri figli, i padri nuovi. Abbiamo già recensito il suo libro "Elogio di una donna normale" dove un capitolo è proprio dedicato agli uomini ed alcune pagine ad una nuova maniera, per molti di loro, di interpretare il proprio ruolo genitoriale.

I “mammi” non c’entrano … quella è una macchietta odiosa, un insulto agli uomini. I padri di cui parlo non hanno abdicato al loro ruolo maschile, ma sono stati capaci di integrarvi attitudini, preziose nel rapporto con i bambini, come la cura, l’empatia, l’ascolto. Quando questo riesce, ne risulta un Io maschile più ricco, più versatile, vorrei dire più pienamente maschile perché più adulto e responsabile e più libero, non solo nel rapporto con i figli, dalla dipendenza dall’universo femminile e materno.

E ancora

"Psicologicamente, il compito evolutivo di ogni maschio è quello di emanciparsi dalla dipendenza dall’universo femminile e materno: esplorarlo, quest’universo, e appropriarsi della sua sapienza per essere più in sintonia con i propri bambini porta ad affrancarsene e non certo ad esserne in balia. Lo sguardo stremato ma trionfante di certi padri reduci da una vacanza da soli con i loro bambini è, in questo senso, eloquente. Saper fare a meno l’uno dell’altra non allontana un uomo da una donna: l’indipendenza favorisce l’amicizia e il rispetto."

Io ne conosco parecchi di padri così e mi sento molto fortunata di vivere in questa epoca in cui viene dato spazio ad entrambi i genitori di condividere ed esercitare quella tenerezza di cui parla Irene che, una volta scoperta con i propri figli, dà una grande sensazione di libertà!

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