Vi ricordate quando a scuola ci chiedevano di intervistare i nostri nonni per farci raccontare la loro storie? Io ricordo quando mia nonna mi raccontava di come era stato combinato il suo matrimonio, dei bombardamenti, dei tanti figli amati e dell’unica persa. Quando mi sono ritrovata senza nonni mi sono fatta adottare da quelli dei miei amici e tutt’ora cerco qualcuno che mi racconti di tempi e storie che sembrano lontanissimi.

I soci di Memoro hanno capito il valore di questi racconti e hanno cominciato a raccoglierli, anche tramite Skype, sotto forma di video interviste, facendo nascere così la Banca della memoria. Non sono tutte adatte all’ascolto dei bambini, soprattutto dei più piccoli, però credo siano una risorsa importante, in un mondo che vede i nonni come baby sitter o come un peso da sopportare. Certo, non è affatto la stessa cosa che parlare una persona di una certa età, magari davanti ad una tazza di thè o ad un bicchierino, però vale la pena dare un’occhiata a questo progetto, anche perché possono essere gli stessi nipotini, aiutati dai genitori, a raccogliere le interviste. Attendo il vostro parere e magari i vostri ricordi.

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