Partorire a Berlino: le esilaranti avventure di Silviaexpat

Primo piano di donna a Berlino

In rete c'è un utilissimo punto di aggregazione virtuale per le donne che hanno lasciato il proprio paese per andare a vivere in un altro stato o addirittura in un altro continente. Si chiama Expatclick.com L'espatrio al femminile.

In un post molto divertente e illuminante, Silvia racconta di come ha scoperto che il tanto vituperato sistema sanitario italiano ha i suoi pregi, solo che spesso ce li dimentichiamo. Il primo: abbiamo tutti diritto all'assistenza sanitaria, a prescindere dall'avere o meno un'assicurazione privata.

Silvia, invece, ci ha messo nove mesi per scoprire che a Berlino se non hai questa benedetta Assicurazione Sanitaria non sei nessuno o, per meglio dirla con le sue parole

dire ad un tedesco di non essere assicurati è un po' come dire ad una casalinga italiana di non avere un bidet in bagno

e che il medico che ha intascato prontamente una certa cifra per garantirle un parto super assistito in clinica, la avvisa che visto che lui stacca alle 18 o partorisce entro 5 minuti o si va di cesareo. Alla fine l'ha spuntata il parto naturale, con epidurale, e

la mia bambina era sana e perfetta ed era diventata famosissima in tutta la clinica, le partorienti, le neo-mamme e le infermiere, tutti venivano a vederla ed esclamavano estasiati « ohh, guardate, ha i capelli !! ». (In effetti è risaputo in Germania che i bambini mediterranei assomigliano a delle scimmiette a confronto dei pargoletti teutonici lisci e vellutati come uova di velluto)

Vi consiglio di leggere tutto il racconto di Silvia: passerete diversi minuti a ridere a crepapelle, conoscendo la super mamma di Silvia e ringraziando, per una volta, di dovervi barcamenare tra i soliti problemi della sanità italiana.

Foto | Flickr

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