Gravidanza in Africa

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Sull'esperienza della gravidanza all'estero c'è sempre da imparare, il punto di vista di un'italiana su usi e costumi diversi così come lo sguardo critico o grato sulle abitudini italiane riguardo alla gravidanza. Claudia racconta le sue che ha portato avanti ben due gravidanze in Africa, laggiù per motivi di lavoro, dice che oltre ad un po' di incoscienza la decisione è stata dovuta dal suo a quel punto, irrefrenabile desiderio di maternità che rende ogni scelta plausibile.

La prima gravidanza, trascorsa in Angola fino al sesto mese prima di rientrare in Italia per il parto, è andata bene nonostante l'assenza di assistenza. Racconta infatti Claudia che le uniche visite di controllo furono di un amico suo ginecologo che le misurava la pancia con un metro da sarta. Per la seconda gravidanza, sempre africana, questa volta nel Congo Francese, le cose sono andate un po' meglio in termini di aiuto medico per i controlli, Claudia infatti ha trovato "... un ginecologo meraviglioso e competente, il Dr. Iloki, che aveva un ecografo e molta esperienza." Ma soprattutto Claudia dice di aver trovato un medico tranquillo che, nonostante le difficoltà dovute alla placenta bassa, l'ha rassicurata senza caricarla di ansie, raccomandandole riposo senza colpevolizzarla per qualche passo di troppo.

Claudia però lascia il consiglio più commovente a chi le domanda se non sia rischioso condurre una gravidanza lontani dal proprio intorno e, addirittura, lontani dal supporto medico. Ci dice infatti questa coraggiosa mamma "...quando sei incinta, non sei mai all’estero; con il tuo bambino nel ventre sei a casa. Basta una dose di coraggio, ottimismo e fiducia. E basta ascoltare il tuo istinto."

Foto | Flickr

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