La madre tigre, ovvero l'arte di educare i figli al successo

principi di educazione per il successo dei figli

Niente è divertente fino a quando non hai imparato a farlo bene, in sostanza è questo il principio ispiratore delle madri cinesi. Così, mentre noi madri occidentali siamo fermamente convinte che l'apprendimento deve essere anche gioco, divertimento e relax per i nostri bambini, ci sono culture dove il principio educativo è improntato al sacrificio per il successo. E' così che nasce il libro "Battle Hymn of the Tiger Mother" di cui sentiremo presto parlare in Italia perché ha già acceso un'aperta polemica negli Stati Uniti. L'autrice è statunitense, figlia di immigrati cinesi e docente alla Yale Law School. Quando si sposa con un collega americano, decidono di crescere i figli "alla cinese", e così è stato: la figlia maggiore è una musicista prodigio e già a 14 anni suonava alla Carnegie Hall.

Il principio secondo cui "l'importante è partecipare" non rientra proprio in questo stile educativo, la maggioranza delle madri cinesi infatti pensano che i propri figli possano essere i migliori studenti ed i traguardi accademici riflettono la bravura educativa dei genitori. Non solo, l'insuccesso non è visto solo dal punto di vista del figlio bensì è indice dell'inadeguatezza del genitore. Ora io ho sempre pensato che un bambino "prodigio" fosse tale per un dono toccatogli in sorte, ossia, senza intervento esterno, un giorno, ups, ti accorgi che tuo figlio a soli 4 anni può calcolare un integrale (4 anni, sì, diciamo che io non potrei neppure a 40).

Questo libro conferma che quanto più presto cominci ad insegnare ai bambini, con rigore, costanza e sacrificio, quante più probabilità hai che tuo figlio possa avere successo nella disciplina che gli stai insegnando e che, se perseveri ed applichi principi rigidi quali "non c'è divertimento quando si impara ma il divertimento si trova solo nel successo di aver raggiunto, primi, il traguardo", ecco, hai buone probabilità di avere un figlio genio. La domanda di fondo è, ma chi vuole un figlio genio?

Foto | Flickr

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