In classe con la mia piccola, al nido, c’era fino allo scorso anno un bimbo con la sindrome di Down. Le maestre mi raccontavano della loro felicità nel vederlo conquistare piano piano la posizione eretta, le capacità comunicative e la possibilità di relazionarsi agli altri bambini. Dalla sua, questo piccolino ha una famiglia meravigliosa che lo circonda di affetto e di rinforzi positivi e si batte perché i suoi diritti (ad esempio ad avere un certo numero di ore con la maestra di sostegno) siano riconosciuti.

In Italia, grazie a persone di questa tempra, opera l’Aipd, Associazione Italiana Persone Down. Attiva dal 1979, l’associazione è composta da genitori e da persone con la sindrome di Down e conta 41 sedi in tutta Italia. Sul loro sito si trovano informazioni sulla sindrome, uno sportello informativo, una bibliografia, news letter e anche un opuscolo per i genitori. Volendo, si possono anche contattare gli operatori dell’associazione per telefono.

Rispetto a molti anni fa, è cambiata la percezione dei bambini con la Sindrome di Down (che prende il nome dal medico che per prima la diagnosticò): oggi si sa che possono raggiungere, a seconda delle proprie capacità personali, una discreta autonomia, persino lavorativa. Per questo genitori e associazioni continuano a battersi: perché i bambini vengano stimolati a sviluppare tuttet le proprie doti e perché la società consenta loro di inserirsi nel mondo lavorativo.

Sembra che anche in questo campo la musicoterapia possa ottenere dei buoni risultati. Sul sito della Federazione Italiana Musicoterapeuti è possibile, dopo aver letto l’articolo sull’argomento, scaricare dei video che mostrano le attività del centro. La musica, secondo i terapeuti, non può e non deve diventare per i bambini down, spesso molto predisposti alla musicalità, una sorta di oasi in cui racchiuderli, ma lo strumento per crescere, per migliorare le capacità di attenzione, per uscire dal loro guscio.

Recentemente ha fatto molto discutere la notizia che due genitori inglesi avrebbero sottoposto la loro bimba down ad una plastica per “correggere” i tratti tipici di queste persone. Le stesse polemiche sono nate attorno a bambole con i tratti somatici Down, messe in commercio circa un anno fa. Aspetto i vostri commenti, soprattutto se siete genitori che stanno camminando insieme ai loro piccoli per conquistarsi un posto nel mondo.

Foto | SuperAbile

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