Un grido di dolore per i bambini di Gaza

bambini in guerra

Le feste sono terminate, i nostri bambini felici si preparano a tornare a scuola e alla loro vita normale e spensierata, sono pronti a riprendere il quotidiano che a volte li annoia ma spesso riesce a donare un minimo di sicurezza, come dovrebbe essere la vita di ogni bambino.

Non intendo intraprendere una discussione del giusto o sbagliato, questo blog non è il luogo dove trattare notizie di questo genere, ma ogni guerra è spaventosa, drammatica e crudele.

Arriva la Befana e abbiamo da poco salutato Babbo Natale, ci siamo coperti di dolci e di buoni propositi, le nostre feste sono comunque simbolo di benessere e il desiderio di passare assieme le feste ci accomuna, non riesco a non pensare ai bambini coinvolti loro malgrado in questa guerra.

Anche chi riuscirà a sopravvivere si porterà appresso l'odore della guerra, i suoi incubi e i suoi suoni, la paura, il terrore, sentimenti che non siamo abituati ad attribuire a un bambino, stati d'animo che nessuno bambino dovrebbe essere costretto a vivere.

Alcuni genitori preferiscono ritardare il momento della disillusione, quando il bambino si rende conto che l'isola felice dove sta crescendo è solo un puntino nel mondo, altri ritengono che dare una visione realistica aiuti a crescere, personalmente trovo la prima soluzione inutile, tanto i bambini non si fanno trarre in inganno così facilmente, e la seconda esagerata.

Sta accadendo e molti di noi stanno urlando di orrore e dolore per i bambini uccisi, per l'infanzia negata e lo schifo generale che si trascina la guerra, sta accadendo e forse qualche spiegazione del nostro malessere dovremmo raccontarla anche ai nostri figli.

Foto| edscuola.com

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