Avete notato come i bambini di diverse nazionalità che si incontrano finiscono spesso per giocare insieme e capirsi nonostante la barriera linguistica? Di racconti ne ho parecchi al riguardo: un’estate in Toscana i bambini della mia amica finiscono con una piccola inglese che non spiccica una parola di italiano e i due monelli italiani ci raccontano, alla fine del pomeriggio di giochi sulla spiaggia, un sacco di cose di quella bambina inglese che neppure noi adulte con il First Certificate avevamo compreso.

Riflettendo credo sia un po’ dovuto al linguaggio non verbale ed un po’ all’universalità dei giochi, dietro un pallone ci sanno correre tutti, no? Riguardo al tema del linguaggio del corpo invece non so se esiste qualcosa di universale che fa sì che i bambini di intendano. Anche perché da adulta ho studiato diverse lingue e culture ed una delle lezioni più divertenti era la differenza che lo stesso gesto rappresentava nell’altra lingua. Se vi interessa, qui c’è un gioco divertente per imparare il linguaggio non verbale giapponese

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