Avete presente il vecchio e poco simpatico motto: o mangi questa minestra o salti dalla finestra? Ce lo siamo sentiti ripetere molte volte, anche se con diverse varianti, durante la nostra infanzia. Anche la mia pediatra insiste: non si cucina un piatto diverso per ogni persona, ma si mangia quello che c’è in tavola.

Ecco, oggi ho guardato cosa c’era sulla mia tavola. Io avevo un piatto a base di verdure per via della dieta post influenza. Mio marito aveva un piattone di penne all’arrabbiata e secondi vari a disposizione (mangia come un bufalo ed è magro come un chiodo). Mia figlia si era impuntata per un piatto di pasta in bianco.

Ero indecisa tra il beffarmi di tutte le regole alimentare e il considerare un vero e proprio fallimento il mio piano per insegnare a mia figlia a mangiare qualsiasi cosa. Poi mi sono detta che conosco tanta, ma tanta gente che durante l’infanzia non toccava frutta e verdura e che ora ha invece un’alimentazione sanissima.

Come stanno allora le cose? Siamo troppo attenti? Siamo poco attenti? Siamo inutilmente ansiosi? Non riusciamo ad imporci come dovremmo? Chissà che passato l’inverno, non mi tornino le forze per riflettere più seriamente in tema di alimentazione per bambini.

Foto | Flickr

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