Babyloid: fare pratica con un baby robot

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Ricordo un vecchio film di qualche anno fa in cui ad una giovane coppia affidavano un bebè robot da accudire per qualche giorno in modo da far pratica nell’attesa di un vero bambino. Ci sono poi i corsi pre-parto che in America spiegano come prendersi cura di un neonato servendosi di bambolotti con varie funzioni, una versione per adulti delle bambole della nostra infanzia.

Voi vi cimentereste con un baby robot per cominciare a fare pratica di maternità nell’attesa di diventare madri? L’idea sembra buffa ma in molti la prendono davvero sul serio. In fondo però madri si diventa una volta che si comincia ad occuparsi di un figlio vero, il proprio. Che sentimento materno potrà mai suscitare un ammasso di fili elettrici e chip elettronici? E poi un bambino vero con le sue reazioni imprevedibili non può somigliare davvero ad un robot con reazioni predeterminate.

Alla luce di tutto questo va considerato il Babyloid, un bebè robotico ideato da Masayoshi Kano. In realtà il suo scopo primario è quello di offrire conforto a chi soffre di depressione e demenza senile, secondo l’articolo di Ubergizmo che riporta la notizia. Ma viene automatico pensare a come si potrebbe utilizzare lo stesso robottino per scopi didattici da destinare a futuri genitori. Che ne dite?

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