Quando non vivi nella tua città d’origine e non conosci nessuno e hai un bambino piccolo, i primi inviti alle feste di compleanno ti sembrano ossigeno: finalmente puoi uscire. Non importa se sarai circondata da pargoli urlanti, finché ti sarà data la possibilità di frequentare altri adulti. Senza considerare che vederli stravolti tanto quanto te è una grande consolazione.

Poi i bambini crescono e tu non sei più tanto stravolta. La vita non diventa meno impegnativa, ma le giornate sono decisamente meno pesanti. Così, il sabato sera vorresti cominciare ad uscire e le feste di compleanno non ti sembrano più una benedizione ma un obbligo, che vorresti riuscire ad imporre al coniuge.

Io sono arrivata al punto, lo confesso, da chiamare gli amici senza figli, lontani ottocento chilometri, e chiedere cosa faranno e immaginare cosa fare io, quali locali sceglierei e come sarei disinvolta e simpatica con la mia Guinnes tra le mani. Poi, naturalmente, torno alla realtà, preparo la cena e tutti insieme guardiamo i cartoni prima di andare a dormire (mi toccherà mettere da parte i soldi per la baby sitter).

Foto | Flickr

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