Mentre cercavo informazioni sulle iniziative per l’8 marzo, mi sono imbattuta nel sito del movimento se non ora quando?, nato in occasione delle manifestazioni di piazza del 13 febbraio. Tra le varie proposte presentate, ne ho trovate due che ci riguardano molto da vicino, relative ai congedi di maternità e paternità e aventi come titolo Rimettiamo al mondo l’Italia.

Sul tema si dibatte da tempo su diversi fronti ovvero: quali donne hanno diritto al congedo, se debba essere o meno obbligatorio, se debba essere o meno obbligatorio per il padre come per la madre e via dicendo.

Le proposte del movimento sono in tal senso chiarissime e puntano ad un’indennità di maternità valida per tutte le donne, anche quelle senza contratto a tempo indeterminato, ad un più severo controllo sul foglio di dimissioni in bianco che permette al datore di lavoro di licenziare velocemente una dipendente incinta, alla paternità a stipendio pieno. Come stanno invece ora le cose?

Per quanto riguarda le madri:

In Italia la legge prevede cinque mesi di congedo obbligatorio di maternità, pagato all’80% del salario, per le lavoratrici che hanno un contratto di lavoro a tempo indeterminato. La coppia ha anche a disposizione un periodo di congedo facoltativo, retribuito al 30% del salario, che può arrivare fino a 11 mesi.

Le collaboratrici a progetto, professioniste con partite Iva, lavoratrici atipiche precarie, non hanno diritto a nulla. Il 43% delle donne italiane con meno di 40 anni, e il 55% di quelle che ne hanno meno di 30, se decidono di avere un figlio non accedono alla maternità con i benefici previsti dalla legge.

Per quanto riguarda i padri:

In Italia la legge 53/2000 prevede per i padri un congedo facoltativo con il 30% della retribuzione. La coppia ha a disposizione in tutto 10 mesi di congedo facoltativo, che arrivano a 11 se l’uomo ne prende almeno tre. Ma chi può permettersi di perdere il 70% del salario per tre mesi, e per giunta con un figlio piccolo?
In Italia il congedo facoltativo di paternità esclude gli uomini dalla crescita del bambino, trasformando il congedo obbligatorio di maternità in un handicap per le donne sul mercato del lavoro. La parità fra i sessi cancellata in un colpo solo.

E’ davvero ora di crescere e di far crescere l’Italia. Come la pensate voi lettori e lettrici di Bebeblog?

Foto | Flickr

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