Lo scorso anno, proprio in occasione dell’8 marzo, alcune donne avevano sottolineato come La giornata internazionale della donna si fosse trasformata nel tempo in una festa come le altre, fatta di festini pseudo lussuriosi e mimose (lo aggiungo io) piuttosto puzzolenti. Non vogliatemene se non amo la mimosa, ma davvero mi da il mal di testa.

Torniamo al punto. Sono mesi, in particolare settimane, che le donne in rete, madri o meno, stanno riscoprendo il valore di una riflessione approfondita sul ruolo della donna, sullo sguardo sul corpo della donna e anche sul significato della maternità. Per quanto mi riguarda, mi sono resa conto che molte mamme quest’anno saranno prese più dagli impegni legati all’ultimo giorno di carnevale che da questo genere di riflessioni.

Non è cattiva volontà, non si tratta di disimpegno. Spesso, purtroppo, tra lavoro, famiglia, figli, stanchezza accumulata, ci si perde. Non so come altro definire questo stato di disorientamento esistenziale, che parolone che sto usando, che fa sì che anche momenti importanti come quello del’8 marzo vengano vissuti come un’incombenza in più piuttosto che come un’occasione per cambiare la propria vita.

Foto | Flickr

Iscriviti alla nostra newsletter
Altro su Cronaca Leggi tutto