Tempo per le famiglie, come organizzarlo: seconda parte

Famiglia che fa le smorfieNella prima parte ho sottolineato quanto sia importante che nella gestione del tempo familiare riusciamo a dare il giusto spazio alle nostre esigenze di donna e di uomo, di coppia e poi di genitori con figli. Quando con mio marito siamo riusciti ad organizzarci in questo senso molte delle nostre ansie sono diminuite, la tensione nervosa si è concretamente allentata in quanto non solo non ci sono più recriminazioni sul tempo perso, ma aumenta anche la voglia di fare famiglia.

Dopo aver imparato a trovare tempo per noi stessi e poi come coppia, dandoci appuntamenti precisi per poter stare insieme (banditi tutti i discorsi relativi a pannolini e problemi economici, magari ci scappano anche il caffè ed il quotidiano) abbiamo cominciato a lavorare sul tempo familiare. Abbiamo scoperto, ad esempio, che qualche serata con gli amici, anche se faticosa fisicamente, ci ricompensa con l'allegria, con la possibilità di confronto (scopri che tutti i genitori conoscono la soglia della disperazione), con un sonno sereno.

Le passate vacanze natalizie ci hanno consentito di sfruttare al massimo tutte queste possibilità e per la prima volta in tre anni sono state davvero vacanze e non: oddio, come faremo ora che il nido chiude? Certo anche il fatto che nostra figlia stia crescendo e che aumentino le possibilità di dialogo con lei ci sta aiutando davvero molto. Verso i tre anni i bambini cominciano ad essere davvero divertenti e sono pieni di senso dell'umorismo, in qualche modo ci insegnano di nuovo a ridere. Ad ogni modo, questo Natale ha portato con sé un regalo inaspettato.

Una mia amica, con cui dividiamo una certa dose di sbadataggine, mi ha regalato un libro che si chiama Il miracolo della presenza mentale. Ho riso tanto quando me lo ha regalato, poi ho scoperto chi è il monaco zen che lo ha scritto, Thich Nhat Hanh, e l'ho preso seriamente. Il libro è composto da una serie di lettere del monaco, ma quella che mi interessa è la prima pagina dopo l'introduzione.

Thich Nhat Hanh racconta di aver incontrato il suo amico Allen, accompagnato dal suo bambino Joey. Allen e sua moglie avevano avuto da poco un'altra bambina e lui aveva decisamente un'aria stravolta. A domande specifiche del monaco sulla difficoltà della vita familiare e sulla differenza tra questa e la vita da scapolo, Allen glissa, raccontando solo delle notti insonni e delle ansie di sua moglie.

Poi però stupisce il monaco dicendogli "Ho scoperto un modo per avere molto più tempo. In passato consideravo il tempo come se fosse suddiviso in tante parti distinte." e naturalmente dedicava una sezione del tempo ad ogni componente della famiglia e "Quello che rimaneva era il mio tempo personale.". A questo punto mi sono sentita confortata nelle mie scelte personali ma Allen continua "Ora invece cerco di non dividerlo più. Considero il tempo che passo con Joey e Sue come tempo mio. [...] Il tempo dedicato a lui diventa il mio tempo. Con Sue è lo stesso. E il bello è che ora posso disporre di un tempo illimitato!"

Foto | Flickr

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