Leggo oggi di un’ennesima indagine dei carabinieri che ha portato alla luce i maltrattamenti in un asilo italiano. Non ci interessano qui i dettagli della vicenda, ma le ripercussioni che queste notizie hanno sulla nostra vita di genitori. Da un lato, come mamma, non posso che essere felice che le indagini verso chi maltratta i minori siano efficaci e che gli insegnanti non possano ritenersi al sicuro solo perché occupano un certo ruolo nella società.

D’altro canto mi chiedo se non sarebbe ora di definire in modo diverso il percorso che porta un adulto ad occuparsi della prima infanzia. Siamo tutti d’accordo sulla necessità di titoli di studio elevati e di continui corsi di perfezionamento. Non sarebbe però il caso di cominciare a pensare anche ad un percorso di formazione che comprenda delle sedute dallo psicologo?

Vi sembra una proposta strana? Chi esercita la professione come psicoterapeuta deve prima farsi seguire personalmente da uno psicologo per non riversare i propri problemi sui pazienti. A maggior ragione chi lavora con i nostri figli dovrebbe essere non un super uomo, ma una persona consapevole di sé e capace di gestire i propri conflitti interiori.

Mi rendo conto che è un tema delicatissimo. Perciò chiedo a voi lettori di Bebeblog di aiutarmi a riflettere in modo più approfondito sulla questione. Se poi siete genitori e anche insegnanti sarebbe bello sentire un parere da chi condivide quotidianamente il proprio tempo con una classe di bambini.

Foto | Flickr

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